Spreco alimentare: 5 nuovi progetti virtuosi e l’importanza del packaging

Di spreco alimentare ormai si parla ovunque ma la buona notizia è che, sempre più spesso, alla teoria si affiancano anche pratiche concrete. Il tema ha fatto il suo ingresso persino a Buckingham Palace per volontà di Re Carlo III d’Inghilterra. Il sovrano ha infatti lanciato di recente il “Coronoation Food Project”, che recupera le eccedenze di cibo per ridistribuirle alle personele eccedenze alimentari vengono donate ai bisognosi - Riciblog bisognose del Regno Unito. Dunque, parlare di spreco fa bene, ma ciò che conforta sono soprattutto le iniziative a contrasto del fenomeno che si stanno allargando a macchia d’olio un po’ ovunque in Italia. Segno di una crescente presa di coscienza da parte dei consumatori, istituzioni ed enti di vario tipo. Riciblog vi ha già parlato di molte di queste esperienze. Alcune realizzate grazie alla disponibilità di organizzazioni e volontari, come nel caso della milanese Recup, una delle prime iniziative in tal senso, altre rese possibili dalla tecnologia. Ora, nuovi progetti stanno nascendo lungo lo Stivale. Ecco le ultime novità che puntano a contrastare il fenomeno dello spreco.

Val d’Aosta, al via dal 1° dicembre un nuovo progetto

In Val d’Aosta, che qualche giorno fa ha dedicato una tavola rotonda proprio al tema dello spreco alimentare, sarà attivo dal 1° dicembre un nuovo progetto. Promossa da Emporio Solidale Quotidiamo in collaborazione con la cooperativa sociale Noi & gli Altri e con la parrocchia Saint-Martin-des-Corléans, l’iniziativa consiste nel recupero dei pasti avanzati dal self-service DuMont al venerdì. Gli alimenti vengono subito abbattuti per contrastare la moltiplicazione dei batteri ed essere conservati al meglio. Quindi, vengono consegnati alla parrocchia che provvede a distribuirli a chi ne ha bisogno ogni venerdì a partire dalle 16 nell’Aula rosa della chiesa.

Piemonte, “prevenire è meglio che curare”

Dal Piemonte, dove sono già attivi diversi progetti, tra i tanti Food Pride e RePoPP, arriva Ubo – Una Buona Occasione che utilizza internet e una app, non solo per sensibilizzare al tema, ma anche per fornire suggerimenti utili per la corretta conservazione degli alimenti. una buona occasione per imparare a non sprecare - Riciblog Su Ubo app, definito dai promotori “l'antidoto 2.0 contro lo spreco alimentare”, si possono trovare informazioni e consigli sulla conservazione di circa 500 alimenti e sul cosa fare per evitare di dover buttare il cibo nella spazzatura. L’originalità di questo progetto sta infatti nell’approccio che, prima ancora del recupero delle eccedenze, intende prevenire il fenomeno dello spreco alla fonte. Come? Non solo fornendo informazioni su come fare la spesa, limitando le quantità e acquistando solo ciò di cui si ha bisogno, ma anche attraverso iniziative di sensibilizzazione nei confronti delle attività commerciali, invitate a realizzare promozioni sugli alimenti prossimi alla scadenza. Il progetto è finanziato dalle Regione Piemonte e dalla Regione Val d’Aosta in collaborazione con diversi partner a cominciare dall’Istituto Zooprofilattico Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che mette a disposizione i suoi esperti per rispondere alle domande che vengono poste dagli utenti attraverso la app.

Trentino, lo Sprecometro entra in una scuola di Cavalese

Ed è ancora una app con la quale in Trentino si punta a sensibilizzare sul fenomeno dello spreco. A ideare il progetto è stato Andrea Segrè, docente dell’Università di Bologna nonché pioniere in Italia della lotta allo spreco. come misurare gli sprechi con lo sprecometro - RiciblogA sperimentare la app, scaricabile su Ios e Android, sono questa volta gli studenti dell’Istituto la Rosa Bianca di Cavalese. Gli studenti e le loro famiglie grazie allo ‘Sprecometro’ potranno misurare gli sprechi personali e familiari, con l’obiettivo di arrivare alla loro riduzione. L’iniziativa si rivolge alle scuole italiane di ogni ordine e grado che possono partecipare, diffondendo così l’esperienza in tutta Italia. Sviluppato dall’Osservatorio Waste Watcher International, lo Sprecometro permette di monitorare quotidianamente gli sprechi, valutandone anche l’impatto economico e ambientale, e misurando al tempo stesso i progressi attraverso l’assegnazione di un punteggio. Le classi che partecipano alla sperimentazione prendono anche parte a un contest che, il prossimo anno, si concluderà il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, con la premiazione delle classi più virtuose.

Lombardia, a Cinisello guai a buttare pane e frutta

A Cinisello Balsamo, alle porte di Milano,  la scuola primaria Garibaldi è protagonista di una nuova iniziativa realizzata con la collaborazione con Cirfood, servizio di ristorazione, e Fondazione Cumse. Quest’ultima è parte del 'Tavolo Povertà - La Solidarietà in Città’, voluto dall’amministrazione comunale. a Cinisello le suole salvano frutta e pane - RiciblogLa sperimentazione mira a sensibilizzare gli studenti sul tema dello spreco di frutta e pane che avviene, in particolare, nelle mense scolastiche. Grazie al progetto ‘Recupero e ridistribuzione Alimentare’, frutta e pane non finiranno più nell’immondizia ma saranno salvati per essere donati in parte alle persone bisognose, assistite da fondazione Cumse, e in parte conservate nei frigoriferi dell’hub alimentare di via Alberto da Giussano, gestito insieme al Banco Alimentare Lombardia. Il progetto pilota prevede la redazione di report mensili al fine di monitorare i risultati con l’augurio che l’esperienza possa essere replicata anche in altri istituti scolastici della cittadina.

A Trani anche l’olio diventa solidale

Nella località pugliese è stato consegnato in questi giorni al sindaco della città e ad alcune associazioni locali l’olio ottenuto dalla spremitura delle circa 200 piante di ulivo fruttifere di proprietà comunale. a Trani l'olio ottenuto dalle piante di ulivo del Comune - RiciblogL’iniziativa rientra nell’ambito del progetto ‘Olio solidale’ e si è concretizzata su richiesta dell’associazione ‘La Quercia’. Dalle piante del Comune sono stati raccolti 235 chili di olive che hanno fruttato circa 200 chili di olio. L’olio ricavato è stato in parte donato all’amministrazione comunale (25 chili) per attività di rappresentanza istituzionale, 50 chili sono stati consegnati all’associazione TimeOut Odv, 10 chili alla Caritas Santa Chiara.  Il resto della produzione è restato in mano a ‘La Quercia’ che lo donerà in parte per scopi benefici e in parte per iniziative di promozione del prodotto. Il progetto mostra che anche attraverso risorse pubbliche inutilizzate, in questo caso le piante di ulivo, è possibile contrastare lo spreco alimentare e allo stesso tempo avviare pratiche solidali. Per il Comune, si è trattato di un progetto  a costo zero anche grazie al supporto dell’azienda Oro di Trani che si è occupata ‘pro bono’ della frangitura e dell’imbottigliamento dell’olio.

Il ruolo degli imballaggi nella lotta allo spreco di cibo

Non solo buone azioni, recupero e donazione a contrasto dello spreco. Riciblog ha già raccontato di come particolari pellicole o dispositivi possono allungare la vita degli alimenti.Shelfy aiuta a purificare l'aria del frigo riducendo i batteri - Riciblog Come nel caso di Shelfy, dispositivo made in Italy (nella foto) realizzato dalla Visety di Pordenone, commercializzato di recente nel nostro Paese. Il dispositivo, messo in frigorifero, riduce la carica batterica e i cattivi odori all’interno dell’elettrodomestico contribuendo a mantenere la freschezza dei cibi. Ma anche i materiali utilizzati per confezionare gli alimenti possono giocare un ruolo di primo piano. Agli imballaggi alimentari è dedicata una ricerca della Michigan State University (MSU) School of Packaging. L'indagine fa parte del rapporto “Consumer Awareness of Packaging & Food Waste Reduction” che ha individuato le principali cause dello spreco e analizzato il ruolo degli imballaggi ai fini di una migliore conservazione degli alimenti. Soprattutto se si parla di frutta e verdura.

I risultati della ricerca

Secondo lo studio, che ha analizzato il comportamento delle famiglie americane, il fenomeno dello spreco ha dimensioni maggiori tra i ricchi e i giovani. Ma questi ultimi sono in compenso più propensi a sperimentare soluzioni innovative per una migliore conservazione degli alimenti. Tuttavia, l’indagine ha rilevato che tra i consumatori c’è una scarsa conoscenza su quanto gli imballaggi possano contare per allungare la freschezza dei cibi. Come: gli imballaggi che allungano la durata dei cibi - Riciblog
  • gli imballaggi attivi capaci di interagire con i cibi e che, in base alle loro caratteristiche, sono in grado di abbattere la proliferazione di batteri. Ne sono un esempio le confezioni contenenti fogli assorbenti o bustine che catturano l’ossigeno, impedendo la formazione di microorganismi;
  • gli imballaggi intelligenti che, benché non agiscano direttamente sulla conservazione dei cibi, possono monitorane la condizione per fornire ai consumatori informazioni in tempo reale su qualità e freschezza;
  • il confezionamento in atmosfera modificata una tecnica che prevede la chiusura ermetica delle confezioni e la sostituzione dell’aria con particolari gas che possono cambiare in funzione del cibo da conservare.

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