Ridurre lo spreco? E’ anche una questione di packaging

Ridurre gli avanzi di cibo: molto dipende da come gli alimenti sono conservati. In casa, ma anche fuori. Non solo: ha un ruolo determinante anche la cura con la quale l’alimento è stato “trattato” lungo tutta la catena distributiva, cioè nel percorso che lo porta sul mercato e quindi nella cucina del consumatore che lo ha prelevato da uno scaffale del negozio o del supermercato, o ancora da un banco del mercato.    

Per questo, spiegano gli esperti del Club Carta e Cartoni di Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi in Carta e Cartone) anche la qualità e la tipologia del packaging hanno un ruolo nella lotta contro lo spreco alimentare. “Con le temperature torride dell’estate, ad esempio – spiega Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco  prodotti alimentari possono deteriorarsi più facilmente. Tuttavia, grazie ad alcuni accorgimenti, è possibile prolungare la loro shelf life con un notevole risparmio, sia ambientale che economico”. In questo percorso, aggiunge Montalbetti “il packaging rappresenta un veicolo importante per comunicare la corretta conservazione degli alimenti e anche il corretto smaltimento delle confezioni usate”.

Ed è sempre in quest’ottica che Comieco ha elaborato un set di consigli proprio in funzione antispreco. Eccoli.

Primo: frutta e verdura deperiscono meno rapidamente se conservate nel loro imballaggio originale. Bisogna però ricordarsi di riporre i prodotti in frigorifero se erano in fresco durante l’acquisto.

Secondo: sugli scaffali, ma anche nella dispensa casalinga, è sempre opportuno leggere attentamente l’etichetta per conoscere: la data di scadenza; le istruzioni per la conservazione e l’uso, non solo sui prodotti che si acquistano per la prima volta, ma anche su quelli abituali; le modalità di smaltimento dei contenitori usati.

Terzo: per richiudere l’imballo una volta aperto è bene utilizzare i supporti indicati o forniti.

Quarto: la frutta e la verdura nel vostro frigorifero sono troppo fredde? La temperatura troppo bassa dentro il frigorifero non aiuta a conservare meglio il cibo, ma piuttosto a sprecare l’energia. La temperatura ottimale è quella tra 1 e 5 gradi.

Quinto: ognuno può contribuire alla sostenibilità alimentare non sprecando il cibo, ad esempio riponendo nel proprio frigorifero un’apposita scatola per i prodotti a scadenza ravvicinata.

Sesto: chiedere la doggy bag o family bag al ristorante, quando non si riesce a consumare per intero il proprio pasto.

A proposito di doggy bag, per diffonderne l’uso, Comieco ha promosso diverse iniziative – anche con Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi – queste il progetto “Doggy bag, se avanzo mangiatemi” in collaborazione con Slow Food e la regia di Michele De Lucchi e Andrea Kerbaker che hanno coordinato un team di importanti designer e illustratori. Ne sono risultati originali e colorati contenitori per cibi e bevande (nelle immagini) diffusi nei ristoranti e a disposizione dei clienti che desiderano offrire una seconda vita a vini o cibi non consueti. 

“L’Italia – conclude Carlo Montalbetti – si colloca al 4° posto nella classifica mondiale della sostenibilità del sistema alimentare. Ciononostante, ogni anno 145 chili di cibo per abitante finiscono nella spazzatura”. Un dato comunque migliorativo rispetto all’anno passato e ai precedenti. Il cibo che ogni giorno le famiglie scartano – circa 100 grammi a testa per un totale di 36,92 kg di alimenti all’anno e un costo di 250 euro – si è ridotto del 40% rispetto al 2016.

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