Recuperare le eccedenze alimentari per nutrire gli animali

Come recuperare le eccedenze alimentari che non possono essere redistribuite?

E’ intorno a questa riflessione che Marta Castrica matura la sua idea. Prima da laureanda e poi come Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze veterinarie per la salute, la produzione animale e la sicurezza alimentare ‘Carlo Cantoni’ (Vespa) dell’Università degli Studi di Milano.

Un’idea che ha preso forma con la costituzione, a febbraio del 2019, della società benefit Feed from Food, spin off dello stesso ateneo milanese.

L’obiettivo della start up, della quale Marta Castrica è oggi amministratore delegato, è ridurre gli sprechi provenienti dalla filiera agroalimentare servendosi dell’innovazione tecnologica.

Le fasi del progetto

Dopo un lungo lavoro di ricerca, i risultati sono arrivati. E così, oggi, si possono recuperare le eccedenze alimentari non più buone per l’uomo ma ottime per gli animali. Il tutto in un’ottica di sostenibilità e all’insegna dell’economia circolare.

“Accompagnata nel percorso dalla mia tutor – spiega Castrica – ho iniziato ad approfondire il tema, anche dal punto di vista della legislazione. L’obiettivo era di proporre però una soluzione sostenibile”.

In questa fase è stata analizzata la regolamentazione europea e quella statunitense. E negli Usa è stato anche visitato un maxi impianto che recupera l’umido per produrre mangime per i suini.

L’idea è stata quindi portata in Italia e messa in pratica. Come? Con una piattaforma di dimensioni ridotte, capace di recuperare le eccedenze alimentari e di trasformarle in risorsa. Una macchina piccola per essere installata in contesti, piccoli, al chiuso e, soprattutto, compatibile dal punto di vista ambientale.

Il partner tecnologico è l’azienda norvegese Waister che assembla la piattaforma nello stabilimento di Mortara, in provincia di Pavia.

La macchina che recupera

Waister, insieme al team di Feed from Food, ha sviluppato un sistema che tratta gli scarti ad alte temperature. Così si ottiene un granulato di elevata qualità nutrizionale, non deperibile e a norma dal punto di vista igienico sanitario. Un ingrediente perfetto per l’alimentazione animale in forma di crocchette, snack o mangime.

Il prodotto non necessita di certificazioni aggiuntive perché rientra nell’elenco delle materie prime per mangimi previste dal Regolamento Ue 2017/1017.

A seconda della provenienza degli scarti – prosegue Marta Castrica – si decide l’utilizzo. Dalle eccedenze della ristorazione collettiva, ad esempio, si possono produrre alimenti per gli animali da compagnia. Dagli scarti del settore ortofrutticolo e della macellazione, si può invece ottenere mangime per gli animali da reddito. Noi non facciamo altro che inserirci nei flussi già esistenti delle aziende che operano nell’agroalimentare”.

I partner commerciali

Il primo partner commerciale di Feed from Food è Elior, colosso della ristorazione collettiva che posizionerà la macchina nel centro di cottura di Novate per averne un utilizzo diretto.

“Stiamo però anche lavorando con le mense scolastiche e con i settori ittico e dell’ortofrutta che vogliono una linea diretta con i loro impianti affinché gli scarti possano finire immediatamente nella macchina. In questi casi, ci occupiamo anche della formazione dell’operatore”.

Poi c’è il capitolo della Gdo, settore con il quale sono in corso proficui contatti. Grazie alla tecnologia messa a punto da Feed from Food, la Gdo ha l’opportunità di conservare le proprie eccedenze e rivendere il prodotto a marchio come alimento per animali, stampando magari il logo di Feed for Food sulla confezione. Cosa che, per la giovane società milanese, che conta su un team di professionisti (nella foto) eterogeneo per competenze e multidisciplinarietà, si traduce anche in un ritorno di immagine per sé e per i partner.

Quali sono i vantaggi

I vantaggi di questa innovazione tecnologica sono evidenti. Da una parte si azzerano gli sprechi dando una seconda vita al cibo, dall’altra i soggetti che producono gli scarti possono risparmiare sulle spese di smaltimento. Le aziende possono inoltre  ottenere agevolazioni fiscali come previsto dalla legge Gadda. Ma non solo. Tra i benefici rientrano i costi ridotti per la produzione di un mangime di qualità, nonché il risparmio di suolo e delle spese necessari, in altro modo, alla produzione dei mangimi stessi.

Una società benefit

Ma, come già detto, Feed from Food è anche una società benefit “perché – conclude Marta – volevamo porre l’accento anche sul driver sociale e non solo sul profitto”.

A tale proposito, Feed from Food ha previsto un canale per la distribuzione del prodotto a fini caritativi. L’alimento può essere ad esempio inserito nei pacchi di viveri destinati dalle associazioni alle famiglie bisognose che hanno un animale. In alternativa, può  essere distribuito, attraverso i canali esistenti, direttamente a canili e a gattili.

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