Entra, compra e paga quel che vuoi. Succede in Gran Bretagna

‘Pay as you feel’, che vuol dire ‘Paga quel che ti senti’, è lo slogan che descrive alla perfezione lo spirito del movimento The Real Junk Food Project. L’iniziativa, diventata nel tempo globale, è nata qualche anno fa a Leeds, in Gran Bretagna, per volontà dello chef Adam Smith, con l’obiettivo di contrastare gli sprechi alimentari.

Smith aveva preso coscienza delle dimensioni del fenomeno in Australia, dove per qualche anno aveva lavorato in una fattoria. Cosa che gli ha permesso di vedere con i suoi occhi l’incredibile quantità di eccedenza di cibo destinata a finire in discarica.

Una volta tornato nella sua città, Leeds, appunto, lo chef ha aperto un primo punto vendita dove confluiva tutta quella merce non più vendibile attraverso i canali tradizionali quali, ad esempio, i supermercati. Alimenti come ortaggi e frutta non più freschissimi, ma ancora commestibili, oppure cibi con la confezione danneggiata o vicini alla data di scadenza o, ancora, eccedenze provenienti da ristoranti e da mercati all’ingrosso e non.

Nei punti vendita ‘Pay as you feel’ ognuno può entrare, comprare o consumare e pagare quel che può. E chi non ha denaro, può ricambiare facendo volontariato per il movimento oppure impegnandosi a dare una mano quando si ritirano gli alimenti che vengono scartati.

Sebbene il progetto sia gradito soprattutto alle fasce più deboli, Adam Smith ha sempre tenuto a sottolineare che il suo non è un progetto sociale ma un’iniziativa di carattere ambientale nata per combattere lo spreco alimentare.

Attualmente le insegne ‘Pay as you feel’, che possono essere sia negozi sia caffetterie, si son moltiplicati. Oggi se ne contano più di 120 in Gran Bretagna ma anche in Paesi esteri tra i quali la Germania e la Corea del Sud.

I locali funzionano con la formula del franchising e i soggetti che vi aderiscono devono rispettare solo poche regole comuni, a cominciare da quella che vuole che il 90% degli alimenti presenti nei magazzini o nelle caffettiere debba provenire dalle eccedenze.

Secondo Smith, che potete vedere qui mentre rilascia un’intervista alla BBC (in inglese), ogni settimana, vengono salvate circa sei tonnellate di alimenti che altrimenti verrebbero buttati, mentre le persone servite si aggirerebbero, sempre settimanalmente, sulle 25mila unità in tutto il Regno Unito.

A titolo di cronaca, nel momento in cui scriviamo (11 agosto 2018) la quantità di cibo sottratto alla discarica ammonta a 1 milione 167mila 605 kilogrammi. Nell’home page del sito di The Real Junk Food Project, compare infatti un contatore in continuo aggiornamento che riporta, dal punto di vista numerico, l’andamento del progetto.

Le foto del testo sono tratte dalla pagina Facebook di The Real Junk Food Project

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