Milano, Tari ridotta per le utenze non domestiche che donano cibo

Da quest’anno, le attività commerciali, industriali e professionali di Milano che producono e distribuiscono beni alimentari, e che decidono di donare le eventuali eccedenze alle persone bisognose, potranno ottenere una riduzione sino al 20% sulla parte variabile della Tari, la tassa sui rifiuti. Il capoluogo lombardo diventa così la prima tra le grandi città italiane ad applicare concretamente la legge 166/2016, conosciuta anche come legge Gadda, introdotta per contrastare lo spreco alimentare. L’iniziativa ‘Dono del cibo’ si inserisce nelle linee di indirizzo del protocollo ‘Food Policy di Milano’, avviato nel 2015, che conta tra i suoi cinque obiettivi anche la riduzione degli sprechi alimentari.

Per usufruire dell’agevolazione fiscale, le utenze non domestiche, come bar, ristoranti, negozi, supermercati, mercati rionali, etc., devono presentare entro il 30 aprile una dichiarazione, specificando qual è il progetto (o i progetti) a cui intendono aderire, una stima della quantità dei beni alimentari che verranno donati e una autocertificazione, per ogni soggetto donatario al quale verranno cedute le eccedenze, che attesta la qualifica di Onlus. La riduzione massima, che verrà fissata anno per anno, e che per il 2018 arriva sino al 20% della parte variabile della Tari, in futuro potrebbe arrivare sino al 50%. Lo sgravio è invece calcolato in proporzione alle quantità effettivamente cedute rispetto alla quantità di rifiuti prodotti.

Chi avvierà progetti di donazione del cibo dopo il 30 aprile è tenuto a presentare la dichiarazione entro il 31 dicembre prossimo. Mentre entro il 30 aprile dell’anno successivo all’adesione a un progetto, va presentato un attestato che riporti i quantitativi realmente donati, oltre che una dichiarazione rilasciata dalle organizzazioni donatarie nel quale devono essere certificati i quantitativi ricevuti. Chi non ottempera a questi obblighi rischia la decadenza del beneficio fiscale. Da ricordare inoltre che tutta la documentazione relativa al trasporto del cibo (ed equipollenti) non va allegata alla dichiarazione, ma va conservata ed esibita nel caso venga richiesta dall’Amministrazione comunale.

Secondo le stime dell’Amat (Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio) e della direzione Entrate dell’Assessorato al Bilancio, l’iniziativa ‘Dono del cibo’ potrà produrre un risparmio sulla Tari pari a 1,8 milioni di euro. Mentre, per quanto riguarda i potenziali donatori, si calcola che a Milano, tra negozi, bar, supermercati, laboratori, ristoranti, banchi dei mercati, si potrebbero superare le 10mila unità. Oltre che a Milano, prima tra le grandi città, la legge Gadda ha trovato applicazione anche a Varese, prima tra le città di medie dimensioni.

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