Codacons certifica le buone pratiche dei ristoranti e della distribuzione

Le ripercussioni dello spreco alimentare sono sociali, economiche e anche ambientali. Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, riporta sul suo sito come studi recenti abbiano evidenziato che per produrre un chilogrammo di cibo si immettono nell’aria in media 4,5 chilogrammi di CO2. Solo per quanto riguarda l’Europa, circa 89 milioni di tonnellate di cibo sprecato producono 170 milioni di tonnellate di CO2 equivalente/anno. E ancora: la produzione del 30 % di cibo non consumato comporta l’utilizzo del 50 % in più di risorse idriche per l’irrigazione.

Ecco perché ha deciso di impegnarsi nella lotta contro lo spreco alimentare con un progetto specifico: il Bollino ok Codacons: no agli sprechi, si all’ambiente. Un’iniziativa rivolta ad aziende di ristorazione o di distribuzione che abbiano messo in atto almeno due anni di iniziative contro lo spreco e/o per la gestione di rifiuti e abbiano adottato un piano per la gestione e il riciclo delle eccedenze alimentari. “Il nostro obiettivo – spiega Alessandro Sproviero, responsabile del progetto – è creare un registro di aziende che abbiano meritato il bollino blu, metterle in rete, diffonderne le buone pratiche, sensibilizzare i consumatori a scegliere, negli acquisti e nella scelta di servizi, chi ha messo in pratica comportamenti virtuosi”.

Nell’affrontare il tema delle eccedenze alimentari e varare il progetto, Codacons lo ha contestualizzato nel più ampio panorama delle politiche nazionali e comunitarie in materia di prevenzione dei rifiuti, sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare ed efficiente utilizzo delle risorse naturali. Come riporta la presentazione del progetto, “Una recente Risoluzione del Parlamento europeo sottolinea come il ‘sistema alimentare’ utilizzi una quantità significativa di risorse quali la terra, il suolo, l’acqua, il fosforo e l’energia, pertanto, la gestione efficiente e sostenibile di queste risorse è di fondamentale importanza visto che lo spreco alimentare genera enormi costi economici e ambientali che, secondo le stime della FAO, ammontano a 1,7 trilioni di USD l’anno su scala globale”. “Basti pensare – aggiunge Alessandro Sproviero – che gli alimenti persi o sprecati contribuiscono ai cambiamenti climatici con un’impronta di carbonio globale di circa l’8 % del totale delle emissioni globali di gas a effetto serra (Ges) di origine antropica e rappresentano uno spreco di risorse limitate come il suolo, l’energia e l’acqua attraverso il ciclo di vita dei prodotti coinvolti”.

Sul sito di Codacons è già possibile scaricare il materiale necessario per aderire all’iniziativa e accedere alla selezione. Presto sarà online un sito dedicato: “Siamo molto scrupolosi nella valutazione dei requisiti necessari per ottenere la certificazione – conclude Sproviero – che è uno strumento di trasparenza e valutazione offerto ai consumatori. Il compito di vagliare le richieste è affidato a un Comitato di garanzia”. Le maglie sono strette: sono due le richieste di bollino blu accettate, sulle diverse richieste arrivate. Astenersi perditempo…

 

 

 

Commenta

Non ci sono commenti su questo post. Commenta per primo.

Lascia un commento