A Milano i bambini vanno a scuola con cartella e doggy bag

Le buone pratiche non sono una prerogativa degli adulti. Se messe in atto dai bambini hanno un valore aggiunto e rappresentano un vero e proprio investimento per il futuro della collettività. Succede a Milano dove i bambini di 65 scuole primarie hanno ricevuto, nell’arco di quattro anni oltre 30mila sacchetti “salva merenda”. Servono per portare a casa i prodotti non deperibili che sono avanzati durante il pranzo scolastico. In poche parole, una doggy bag da scuola.

L’iniziativa è stata messa in atto da Milano Ristorazione, società partecipata dal Comune che dalle sue cucine fa partire ogni giorno circa 80mila pasti indirizzati a utenti di tutte le età. Dai bambini dei nidi agli anziani nei centri o anche nelle loro case. Nel sacchetto, può essere conservato ad esempio il pane che non è stato consumato – e che altrimenti finirebbe nella spazzatura – o anche la frutta – spesso destinata a subire la stessa fine. “Abbiamo realizzato questa iniziativa con il Comune di Milano – spiega Fabrizio De Fabritiis, amministratore unico di Milano Ristorazione -. Dall’inizio del progetto, nel maggio del 2014, nelle scuole primarie che ne hanno fatto richiesta sono stati consegnati oltre 30.550 sacchetti».

A risparmiare la frutta dalla spreco, è stato anche un’altro progetto. Pensato per insegnare ai piccoli a mangiare bene, favorendo comportamenti positivi nell’arco di tutta la vita, “Frutta a metà mattina” ha proposto e propone agli alunni di sostituire la classica merenda (spesso confezionata) portata da casa per essere consumata durante l’intervallo con una porzione di frutta oppure con un dessert servito dalla scuola. In precedenza, la frutta veniva consegnata ai bambini per essere consumata dopo il pranzo e… regolarmente avanzata.

Partita nel giugno 2016 con il coinvolgimento di oltre 4.000 bambini, questa buona pratica è piaciuta e si è diffusa, tramite l’adesione volontaria, a tutte le scuole primarie milanesi per un totale 17.074 alunni incrementando il volume del cibo sottratto allo spreco. Volume al quale si aggiunge quello che – attraverso un programma della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Siticibo – è raccolto dai refettori delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie della città. Il pane e la frutta non consumati, insieme a porzioni di cibi cotti di vario tipo e pronti al consumo, sono donati agli enti caritatevoli.

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