Bari contro lo spreco con Avanzi Popolo 2.0

Oggi Riciblog vi porta a Bari per farvi conoscere il progetto di contrasto allo spreco alimentare Avanzi Popolo 2.0.

L’iniziativa è stata avviata nel 2014 con il nome di Avanzi Popolo. Successivamente, è stato aggiunto il ‘2.0’ per sottolineare la svolta digitale: un sito internet, punto di riferimento del progetto, che, presto, potrebbe  convergere in una nuova app di pronto utilizzo.

Avanzi Popolo nasce dall’incontro di quattro giovani – Marco Costantino, Marco Ranieri, Antonio Scotti e Antonio Spera – ognuno dei quali con esperienze in settori come la cooperazione, anche internazionale, il volontariato, l’innovazione e il commercio equo-solidale.

A distanza di qualche anno, i volontari che partecipano all’iniziativa sono decine e decine, mentre i chili di cibo recuperati, grazie alla connessione tra 70 imprese e 25 enti caritativi, sono stati sinora 16mila.

“Abbiamo creato un meccanismo generativo nel quale tutti sono parte attiva di un processo che offre soluzioni utili alla comunità. Oggi, la scommessa è costruire un dialogo tra le persone”, spiega Antonio Scotti, uno dei fondatori.

L’idea di fondo era di mettere a disposizione le esperienze di ciascuno, cominciando da quei quartieri di Bari dove le associazioni sostengono qualche famiglia in difficoltà.

“Ma è il lavoro di rete che ci contraddistingue – precisa Scotti – e la risposta al progetto è stata superiore alle attese”.

Un lavoro di rete che ha funzionato davvero bene.

Di recente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha premiato il progetto, conferendo il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Marco Ranieri, legale rappresentante dell’associazione di promozione sociale Farina 080 Onlus che ha ideato e sostiene l’iniziativa.

Avanzi Popolo 2.0 si muove su tre direttrici.

La prima consiste nel far da cerniera tra le associazioni caritative che sostengono le famiglie bisognose e i luoghi del potenziale spreco. Ad esempio: luoghi di ristorazione, negozi, matrimoni, eventi, etc.

Come? Attivandosi in modo che gli alimenti possano arrivare nel minor tempo possibile a destinazione, attraverso una raccolta rapida che impegna i volontari in sella a biciclette munite di carrello o, talvolta, su pattini a rotelle.

“E’ una raccolta che potremmo chiamare a ‘Km 0’ – prosegue Antonio – e, in quest’ambito, l’organizzazione gioca un ruolo fondamentale. Avanzi Popolo funge da acceleratore”. Ma anche come da parte attiva.

L’estate scorsa, ad esempio, attraverso la pagina Facebook, un agricoltore ha fatto sapere di non poter raccogliere i pomodori a causa delle alte temperature.

Così, anche con la collaborazione della parrocchia, è stata organizzata una corposa squadra di volontari e in poche ore sono stati raccolti quattro quintali di pomodori.

Il giorno successivo, già imbustati, sono stati redistribuiti a una settantina di famiglie.

Il secondo elemento è quello del foodsharing che funziona attraverso la piattaforma creata sul sito internet per comunicare le piccole donazioni.

Un po’ come la app Olio della quale vi abbiamo parlato mesi fa. A questo servizio di condivisione possono accedere tutti sia per donare sia per recuperare il cibo.

“A volte – prosegue Scotti – le piccole quantità portate agli sportelli delle associazioni caritative possono rappresentare più un problema che una risorsa. D’altra parte, il 42% dello spreco avviene a livello domestico. Uno spreco evitabile se il cibo si condivide e non si butta. Stiamo però ipotizzando un ampliamento della piattaforma affinché possa essere utilizzata anche dalle associazioni”.

Il terzo aspetto è quello legato alla formazione e all’educazione nelle scuole per sensibilizzare i bambini al tema dello spreco alimentare.

In una scuola, ad esempio, è stato chiesto ai bambini di annotare la scadenza dei cibi nel frigorifero di casa. Cibi che, a ridosso del loro ‘fine vita’, venivano portati a scuola, messi in una Dispensa creata appositamente e consumati dai bambini nel corso della ricreazione o della merenda.

“A un anno dall’iniziativa – spiega Antonio Scotti – siamo tornati in quella scuola e la Dispensa era ancora attiva. Segno che i bambini avevano introiettato bene il concetto. Per noi è stata una grande soddisfazione”.

Non meno significativa l’esperienza L’Orto dei popoli: un percorso che ha coinvolto 50 bambini e che affiancava ai temi della lotta allo spreco, affrontati attraverso laboratori e altre attività, anche un corso di agricoltura biologica.

L’Orto dei popoli è stata realizzata in collaborazione con la cooperativa sociale Semi di Vita e la cooperativa Puglia che vai, e finanziata dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, che nel 2016 ha deciso di utilizzare le risorse del 5×1000 per promuovere una serie di attività estive che avevano l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale di minori con disabilità e disagio socio-economico.

Commenta

Non ci sono commenti su questo post. Commenta per primo.

Lascia un commento