Scade il 15 ottobre prossimo il bando da 4 milioni di euro, lanciato dalla Commissione europea lo scorso 16 giugno per contrastare nella Ue lo spreco di cibo lungo tutta la filiera agroalimentare. L’iniziativa EU support to Stakeholders to improve measurement of food waste and help implement food waste prevention in their operations and organisation è realizzata attraverso Hadea, l’Agenzia esecutiva per la salute e il digitale, nell’ambito del programma Single Market Programme (SMP Food).
Il bando fa parte dei programmi varati dalla Commissione con l’obiettivo di ridurre entro il 2030 gli sprechi alimentari che, nella Ue, ammontano ogni anno a 58 milioni di tonnellate per un equivalente economico stimato in 132 miliardi di euro. L’iniziativa fa seguito ad altri progetti sostenuti dalla Ue in fatto di spreco alimentare come, ad esempio, la Direttiva Quadro sui Rifiuti e l’accordo raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio in materia di obiettivi da realizzare entro il 2030.
Gli obiettivi del bando e i soggetti coinvolti
Il progetto è rivolto alle imprese, alle organizzazioni del terzo settore e ai soggetti che si occupano della redistribuzione degli alimenti. Per i soggetti che attueranno determinati programmi, la Ue metterà a disposizione, per ognuno, sino a 300mila euro. Il bando si muove su tre linee principali:- La prima è destinata a ristoratori, produttori e distributori, invitati ad attuare piani che promuovano iniziative di collaborazione e condivisione delle migliori pratiche tra i diversi soggetti e programmi innovativi dal punto di vista dell’organizzazione.
- La seconda riguarda le azioni capaci di determinare una riduzione degli sprechi alla fonte. Più in particolare, la Commissione chiede ai player interessati di attivarsi per favorire il recupero e la successiva valorizzazione delle eccedenze alimentari e dei beni in esubero. Come? Attraverso la loro trasformazione, con l’obiettivo di poterli reintrodurre sul mercato, commerciale e non, servendosi di metodi innovativi sia dal punto di vista della lavorazione sia da quello del confezionamento.
- La terza riguarda invece i consumatori finali a favore dei quali si sollecita lo sviluppo di soluzioni che aiutino a ridurre gli sprechi tra le mura domestiche, uno dei luoghi più responsabili dello spreco alimentare. Di tali soluzioni fanno parte, ad esempio, l’allungamento della durata della conservazione degli alimenti, il miglioramento delle informazioni contenute sulle etichette e il ripensamento dei formati delle confezioni.
Le attività finanziate dal bando
Più in dettaglio, il bando intende finanziare una serie di attività piuttosto ampia. Tra gli interventi ammissibili finalizzati alla prevenzione e alla riduzione dello spreco di cibo, oltre ai progetti che fanno ricorso a una maggiore collaborazione tra gli interessati, figurano:- nuovi modelli organizzativi per la tracciabilità e la logistica nonché lo sviluppo di nuove soluzioni digitali,
- l’introduzione di pratiche innovative nell'ambito dei sistemi di confezionamento ed etichettatura,
- interventi capaci di favorire il recupero, lo stoccaggio e la redistribuzione da parte di banche alimentari,
- misure di sostegno sono infine previste per le organizzazioni che si occupano e gestiscono la redistribuzione del cibo e per le banche alimentari.