S’Aranzada, per non buttare le scorze di arancia

S’Aranzada (l’aranciata) è un dolce sardo tipico della zona del nuorese che utilizza le bucce dell’arancia come ingrediente principale. Se pensate di preparare questa ricetta la prima cosa da fare è lavare benissimo la scorza sotto l’acqua corrente aiutandovi con uno spazzolino. Ideali sono ovviamente le arance bio con buccia edibile.

Questi dolcetti, che in Sardegna vengono offerti agli ospiti in occasione delle feste, si preparano davvero in poco tempo. Ma bisogna avviarsi con anticipo perché le bucce vanno lasciate in ammollo nell’acqua fredda per due o tre giorni in modo che perdano il gusto amaro.

D’altronde, gettare via la buccia d’arancia è un vero peccato perché non sono poche le sue proprietà benefiche:  l’esperidina in essa contenuta aiuta ad esempio a ridurre il colesterolo nel sangue, mentre la pectina protegge da problemi allo stomaco e le vitamine rafforzano il sistema immunitario. Ma non solo. Se state già pensando alla ‘prova costume’, sappiate che la scorza di arancia, consumata sotto forma di infuso, aiuta a dimagrire perché contribuisce a regolare il metabolismo. In alternativa potete seccarle e trasformarle in polvere aromatica per dare più gusto ai vostri piatti.

La storia di s’aranzada comincia alla fine dell’Ottocento quando il pasticcere nuorese Battista Guiso mise a punto la ricetta dei dolcetti oggi esportati anche oltre confine.

S’aranzada viene ora prodotta in tutta la Sardegna con qualche variazione rispetto alla ricetta nuorese, soprattutto per quanto riguarda la forma finale del dolce.

 

Ingredienti (per 10/12 pirottini)

– 200 gr. di bucce d’arancia

– 200 gr. di miele

– 50 gr. di mandorle

– palline di zucchero

– pirottini

Preparazione:

Lasciate in ammollo le bucce d’arancia in acqua fredda per circa 48 ore, ricordandovi di cambiare l’acqua tre o quattro volte al giorno.

Dopo questo step, levate la parte bianca della buccia aiutandovi con un taglierino. Tagliate le bucce a striscioline sottilissime di pochi millimetri.

Intanto mettete sul fuoco una pentola con l’acqua. Quando bolle versate le striscioline e lasciate sobbollire per circa cinque minuti. Scolate e ripetete questa operazione per tre volte cambiando l’acqua. Quindi, dopo averle scolate l’ultima volta, disponete le scorzette su un canovaccio o su carta da cucina e lasciatele asciugare per bene.

Versate il miele in un tegame e fatelo scaldare a fuoco molto basso finché non diventa quasi liquido. Aggiungete le bucce di arancia e fate cuocere mescolando per circa 30 minuti.

Intanto, preparate le mandorle: sbollentatele, pelatele, tagliatele a scaglie sottili per il lungo e fatele tostare qualche minuto in forno. Se volete fare prima, comprate le mandorle già pelate.

Quando le scorze avranno assorbito il miele e la consistenza diventa appiccicosa, aggiungete le mandorle e fate andare il composto sul fuoco ancora per qualche minuto. Quindi, aiutandovi con un cucchiaio versate il composto caldo nei pirottini di carta e lasciate solidificare. Guarnite con palline di zucchero colorate. S’aranzada è un dolce che si conserva a lungo.

Suggerimento: potete surgelare le scorze man mano che consumate le arance e utilizzarle così quando volete.

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