La lotta allo spreco può essere un’importante e concreta risorsa per i territori. Lo dicono gli ultimi dati diffusi a Milano relativamente ai risultati raggiunti con le iniziative previste dalla food policy. Prima città italiana ad adottare una politica alimentare, Milano nel 2025 ha recuperato oltre il 32% di eccedenze in più rispetto all’anno precedente redistribuendo in tutto oltre 2 milioni di pasti equivalenti a 18mila famiglie in condizione di fragilità. Mentre Genova, città con oltre 28 mila persone bisognose dei servizi di distribuzione alimentare, si sta organizzando per migliorare le sue operazioni di recupero proprio in ottica di una più ampia redistribuzione. Nel capoluogo ligure ogni anno si sprecano 10 mila tonnellate di cibo edibile: 3.500 solo nei supermercati. In città ne vengono recuperate solo 400 tonnellate, cioè il 4% del totale.
Il ruolo determinante degli Hub di aiuto alimentare
A Milano i dati sono stati diffusi in prossimità della Giornata Nazionale di Prevenzione allo Spreco Alimentare. Le oltre 10mila tonnellate di cibo salvato dalla spazzatura nel 2025 sono un ottimo risultato se paragonato alle 615 del 2023. Risultati raggiunti grazie a diverse iniziative messe in campo negli ultimi anni e tra questi l’istituzione di otto Hub di Aiuto Alimentare distribuiti in tutti i municipi della città: Isola, Lambrate, Gallaratese, Foody Zero Sprechi presso il centro Ortofrutticolo, Centro, Selinunte, Loreto e Cascina Cuccagna. Una rete, quella degli Hub, che fin dall’inizio conta su una sinergia strategica che vede coinvolti diversi enti del Terzo settore come gestori e il supporto di numerosi partner istituzionali, scientifici e privati tra cui Fondazione Cariplo, Fondazione Snam, il Politecnico di Milano per il monitoraggio dei risultati e la misurazione degli impatti e quasi 50 punti vendita tra GDO e negozi al dettaglio sul territorio cittadino.
“Nel 2025 l’operatività della rete cittadina degli hub si è consolidata in un lavoro che è sempre in crescendo e di cui siamo orgogliosi - ha detto la vicesindaca con delega alla Food Policy Anna Scavuzzo -. Una buona pratica che abbiamo esportato anche all’estero e che è ormai un modello per tanti altri Paesi, con cui il confronto sui temi delle politiche alimentari, della trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari urbani e del contrasto allo spreco è costante grazie al Milan Urban Food Policy Pact, che vede coinvolte centinaia di città appartenenti a tutti continenti. Con gli Hub Aiuto Alimentare non ci occupiamo solo di cibo, ma di persone e di famiglie, in un lavoro prezioso e strutturato che ha un impatto importante e concreto anche sul fronte della povertà alimentare”.
A scuola il Sacchetto Salvamerenda per portare a casa pane e frutta
Una parte importante nel progetto di raccolta delle eccedenze alimentari lo hanno le scuole presso le quali il Comune di Milano, insieme a Milano Ristorazione, ha rafforzato il proprio impegno nel contrasto allo spreco alimentare, in termini di prevenzione, recupero eccedenze ed educazione alimentare. Nel 2025, grazie alla collaborazione consolidata con il Banco Alimentare della Lombardia – Siticibo, attiva già dal 2003, sono state coinvolte oltre 50 scuole, recuperando più di 1717 tonnellate di pane e circa 40 tonnellate di frutta redistribuite a enti caritativi. A ciò si aggiungono progetti consolidati e nuove sperimentazioni.
Come il Sacchetto Salvamerenda – Io non spreco, realizzato insieme a Milano Ristorazione e Fondazione Cariplo. Nell’arco di quattro mesi dell’anno scolastico 2025/26 (settembre-dicembre) il progetto - che si è esteso anche a tre hub della città (Hub Loreto, Selinunte e Foody) con ulteriori 520 kg di pane e frutta recuperati tra settembre e dicembre 2025 - ha visto la distribuzione di oltre 19.300 sacchetti in 86 scuole della città, consentendo agli alunni e alle alunne di portare a casa pane e frutta non consumati durante il pasto in refettorio. Nel corso dell’intero anno scolastico 2024/25, il progetto aveva già coinvolto 117 scuole, con la distribuzione di 27mila sacchetti. Nell’ambito di questa azione, sono inoltre state organizzate anche attività educative come incontri per insegnanti e bambini, e prossimamente, anche per le famiglie.
Non solo. Le scuole - in particolare 18 scuole dei Municipi 4 e 5 del Comune di Milano - sono state, nel 2025, protagoniste di una nuova sperimentazione nell’ambito del progetto europeo CULTIVATE (Horizon Europe). il progetto pilota CARE (Cargobike Action for Rescuing Edibles) che - coordinato da Comune di Milano, Milano Ristorazione e Fondazione Snam ETS e implementato da Magma srl impresa sociale, attraverso il servizio di So.De - Social Delivery insieme ad ACRA ETS, IBVA, COOPI, RECUP e Associazione Banco Alimentare della Lombardia - ha recuperato oltre 3mila kg di pane e frutta attraverso l’utilizzo di cargo bike.
La Rete Ricibo consegna al Comune di Genova le raccomandazioni per una nuova food policy
A Genova invece, parte della giunta comunale guidata dalla sindaca Silvia Salis ha ricevuto, durante l’incontro “Verso una food policy per Genova”, le raccomandazioni emerse negli ultimi mesi dal lavoro delle Agorà del cibo, tavoli organizzati dalla Rete Ricibo.
Le sei Agorà hanno coinvolto 142 partecipanti in 22 tavoli di lavoro, costruendo spazi aperti di dialogo sul sistema alimentare della città. Dagli incontri è nato un documento le cui raccomandazioni hanno individuato cinque principali tematiche da ricomprendere nella azioni di rilancio della food policy del capoluogo ligure:
governance- contrasto alla povertà alimentare
- contrasto allo spreco e alle perdite alimentari
- produzione agroecologica
- filiere corte e mercati
- ristorazione scolastica e collettiva
- educazione alimentare
Il tutto tenuto insieme da una visione politica che mira a garantire a tutte e tutti l’accesso a cibo sano, valorizzare le produzioni locali e contribuire in modo integrato alla salute delle persone, dell’ambiente e dei territori.
Tra le proposte, la creazione di centri operativi ispirati agli hub alimentari del Comune di Milano nei quali concentrare diversi servizi, dalla distribuzione delle eccedenze alla vendita al dettaglio degli agricoltori includendo momenti di formazione sulle politiche del cibo e l’educazione alimentare, dalla creazione di ambiti dentro agli spazi commerciali dove si possa accedere a frigoriferi comuni o a empori di comunità. Suggeriti, inoltre, accordi mirati con la grande distribuzione che possano contribuire a prevenire lo spreco, oltre al sostegno alle filiere del recupero e ai piccoli agricoltori attivi sul territorio.
Una rete integrata pubblico/privato per una città a spreco zero
Rete Ricibo è attiva sul territorio del Comune di Genova dal 2017. E' un progetto di Rete cittadino per il contrasto allo spreco e alla povertà attraverso il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale. Il suo obiettivo è realizzare una piattaforma integrata - e ibrida pubblico/privato/profit/no profit - capace di coinvolgere tutti i progetti e le azioni esistenti nell'ottica di una città a spreco zero. Proprio a questo scopo si è costituito un coordinamento operativo cittadino, in collaborazione con il Comune di Genova, costituito dai principali soggetti che sul territorio gestiscono progetti di recupero e ridistribuzione di beni a fini di solidarietà sociale.
Oggi la Rete Ricibo coinvolge oltre 90 associazioni che sono in grado di recuperare più di 200 tonnellate di eccedenze alimentari all'anno e di distribuirle a oltre 25.000 beneficiari di cui oltre 1.000 al di fuori dei canali di assistenza convenzionali. Comunità San Benedetto al Porto è portavoce nonché il soggetto che coordina i lavori del gruppo.
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