Gioielli ‘naturali’ riciclando la fibra del fico d’India

 

Del fico d’India non si getta via niente, è completamente e interamente riciclabile. Non solo il frutto, ma anche le pale, con un po’ di fantasia, possono trovare una nuova vita. Una vita diversa dalla precedente, perché se prima con le loro spine le pale del fico d’India allontanavano e respingevano, adesso, grazie alla creatività di Alessandra Gennaro, diventano bijoux leggiadri e preziosi da appendere alle orecchie, al collo o da infilare al dito.

Avete capito bene, Alessandra, nata e cresciuta a Palermo, trasforma la fibra del fico d’India in monili per signore che amano le geometrie e i materiali naturali. “Raccolgo dalle spiagge le fibre dei fichi d’India – racconta Alessandra – vengono così essiccati naturalmente. Il mare e il sole li trasforma in trame originali, in intrecci difficilmente replicabili artificialmente”.

Anche se la materia prima è praticamente pronta una volta raccolta, ci vuole sapienza e manualità, nel leggere in quelle forme dei futuri gioielli, ma ad Alessandra, abituata a rivisitare e restaurare i pupi siciliani, non mancano né l’una nell’altra. “Mi lascio ispirare dalla materia che ho a disposizione, cercando di mantenere intatti i disegni, le forme e gli spessori che la natura propone”.

Nascono così le sue creazioni: orecchini, anelli, pendenti con il marchio ‘Cianciana’. Li potete trovare in vendita nella bottega di Palermo ‘Spazio a tempo’, che fa parte del circuito botteghe ALAB, acronimo di Associazione Liberi Artigiani e Artisti di Palermo, dove al posto della P di Palermo è stata inserita la B, perché Palermo in arabo è Balam. “Ci tengo molto – spiega Alessandra – che appaia il nome dell’Associzione di cui faccio parte, perché dà modo a tutti noi giovani creativi di crescere e farci conoscere”.

E quando la creatività incontra il riciclo è sempre ‘sorprendentemente’ utile, oltre che bella! 

Commenta

Non ci sono commenti su questo post. Commenta per primo.

Lascia un commento