Del lupino non si butta via niente. Come riutilizzare le sue bucce

I lupini non sono solo gustosi. Classificati come legumi, costituiscono anche un cibo energetico, ricco di minerali e proteine. Non solo: con le sue fibre si può produrre di tutto. Dal sapone alla carta. Considerati un cibo povero, erano caduti nel dimenticatoio, ma sono tornati all’attenzione di nutrizionisti, consumatori e non solo. Oggi hanno mille impieghi, in cucina ma non solo, come vedremo. Opportunamente trattati per eliminare le sostanze alcaloidi che contengono, sono stati riscoperti come adatti a merende, aperitivi, ma anche ai pasti veri e propri, e in diversi tipi di preparazione, soprattutto dei vegetariani. Se ne consumano i semi e si lasciano le bucce (meno digeribile). Bucce dei lupini che però non vanno buttate. Come utilizzarle? La buccia del lupino può avere un impiego proficuo. Ad esempio come fertilizzante. 

Cosa sono i lupini, caratteristiche botaniche, proprietà e benefici

I lupini sono legumi, noti e coltivati dall’uomo dall’antichità in diverse aree del pianeta. Nel mondo, ne esistono moltissime specie, con caratteristiche diverse e diversi tipi di impiego. In termini generali il lupinus può avere anche funzioni ornamentali. Dotata di pennacchi slanciati verso l’alto, è una bellissima pianta, soprattutto quando è fiorita. Tre sono le varietà maggiormente sfruttate dall’uomo: lupino bianco (Lupinus albus, maggiormente presente nei nostri orti ), lupino giallo (Lupinus luteus) e lupino azzurro (Lupinus angustifolius). In particolare, il secondo e il terzo sono tipici dell’area mediterranea

Cosa sono i lupini? Caratteristiche botaniche, proprietà e benefici 

Cosa sono i lupini - caratteristiche e proprietàVediamo quali sono i benefici offerti dai lupini. Come alimento, hanno tutte le carte in regola per essere definiti un toccasana. In anni recenti sono stati riscoperti per le molteplici doti. Hanno poche calorie (bene per chi tiene il peso sotto controllo); sono privi di glutine (ottimi per chi soffre di celiachia), hanno un basso indice glicemico, (quindi indicati per la dieta dei diabetici), hanno un alto contenuto di fibre e sono in grado, tra l’altro, di dare il senso di sazietà. Alcuni studi recenti hanno inoltre evidenziato proprietà benefiche sia sui livelli di colesterolo Ldl (quello “cattivo”), sia sulla pressione. Un buon apporto di vitamine (folati, niacina, B6 e beta carotene) e sali minerali (potassio, calcio e fosforo) completano il quadro. Fatto sta che la moderna industria alimentare li propone al mercato in mille vesti diverse: oltre che nella loro forma originaria (i semi da mangiare sbucciati), sono ridotti in farina, o in polvere se si vuole ottenere un surrogato del caffé, in creme da spalmare, negli snack più disparati. Solo per fare qualche esempio. Anche a casa se ne possono ricavare sformati, hamburger, polpette e molto altro ancora.

Bucce di lupini come concime naturale

I lupini macinati da utilizzare come fertilizzante sono in commercio e possono anche essere ordinati tramite diverse piattaforme online, generiche o specializzate. Ma anche le bucce, da sole, sono un ottimo concime naturale. Chi voglia ragionare in ottica anti-spreco può utilizzare quelle della varietà gialla (Lupinus luteus) dopo averne raccolto una certa quantità. Il che capita facilmente a chi ricorre a questo ingrediente per una delle tantissime preparazioni alimentari possibili (vedi blocco precedente). I lupini costituiscono un ottimo concime naturale perche forniscono nutrizione di qualità alle piante, sia in vaso sia a terra. Non solo: se coltivata, la varietà bianca (Lupinus albus) è anche in grado di migliorare sensibilmente le condizioni del terreno. Per questo il lupini sono da sempre presenti negli orti del nostro Paese. Ma attenzione: non sono adatti a concimare qualsiasi tipo di pianta. Sono infatti  indicati soprattutto per le acidofile. Quelle, cioè, che per prosperare hanno bisogno che il pH del terreno sia “acido” (e quindi non alcalino): rododendro, azalea, camelia, ortensia e magnolia.  Bene anche per il mandarino, il limone, l’arancio, il pompelmo. Così come per le piante rampicanti – dall’edera al gelsomino – e per piante di grandi dimensioni – ad esempio l’alloro o il castagno. Naturalmente è altamente raccomandabile utilizzare le bucce di lupini biologici. In caso contrario le sostanze non desiderate che di solito sono trattenute dalla buccia verrebbero facilmente trasferite al terreno, ottenendo l’effetto contrario a quello desiderato.   

Bucce di lupini, elementi nutrizionali per le piante

Cosa rende la buccia di lupino un buon fertilizzante naturale, e in particolare per alcune piante, come abbiamo appena visto? Innanzitutto il suo essere una fonte di azoto, elemento fondamentale per il terreno, a lenta cessione. Ma non solo. Un altro elemento importante che i lupini rilasciano è il fosforo, che penetra in profondità nel terreno. La quantità da utilizzarne è generalmente indicata in un chilo di fertilizzante ogni dieci metri quadrati (se si ha un orto), oppure circa 50 grammi se si ha a che fare con un vaso di grandi dimensioni. Il fertilizzante non deve essere interrato in profondità, è sufficiente che rimanga quasi in superficie. Naturalmente, dopo aver sparso il prodotto è consigliabile innaffiare il terreno perché il concime sia assorbito più velocemente.

I periodi dell’anno per concimare con le bucce di lupini

Per chi voglia dedicare al proprio spazio verde o piante in vaso l’attenzione e la cura necessaria, l’ideale è, se si utilizzano le bucce di lupino, concimare due volte all’anno. I periodi più indicati sono febbraio e la primavera, proprio quando la fase vegetativa entra nel vivo dopo il letargo dell’inverno, e settembre più l’autunno in preparazione del periodo di riposo invernale.     

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