Contro le eccedenze alimentari, la carica delle app anche in tempo di Covid

La lotta allo spreco di cibo avviene su tanti fronti e i miglioramenti si vedono. Secondo il Rapporto 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg per la prima volta dopo dieci anni nelle case degli italiani si è sprecato meno: è finito nella spazzatura il 25% di alimenti in meno dell’anno precedente. E per fortuna l’innovazione e la tecnologia sostengono i comportamenti virtuosi. In tutto il Paese, ad esempio, si arricchisce il numero di applicativi adottati dai diversi operatori della filiera alimentare per contenere il problema dello spreco alimentare redistribuendo le eccedenze. 

Ma quali sono queste app e come funzionano? Sono ormai numerose e questo articolo non pretende di essere esaustivo. Tra le diverse attive, è di recente lancio la piattaforma digitale BitGood (con sito web e app). La “creatura” tecnologica di Confesercenti ha l’obiettivo di far incontrare i 2,7 milioni di persone che in Italia chiedono aiuti alimentari con i prodotti alimentari delle Pmi italiane del commercio e della ristorazione che rimangono invenduti. Come funziona? I donatori inseriscono i dati relativi alle proprie eccedenze da donare e il sistema individua il beneficiario più adatto, in termini di disponibilità al ritiro, vicinanza sul territorio e rapidità, rating assegnato agli operatori. Una tecnologia di certificazione, inoltre, fornisce alle imprese la documentazione necessaria per l’accesso alle agevolazioni fiscali previste grazie alle quali le Pmi che fanno solidarietà possono risparmiare fino a mille euro l’anno di imposte.

Too Good To Go è stata creata in Danimarca ed è operativa in diversi paesi Europei. In Italia agisce da una decina di mesi. Permette ai ristoratori e ai negozianti degli alimentari e della grande distribuzione di mettere in vendita a prezzi molto ridotti il cibo invenduto a fine giornata. Lo fa attraverso le cosiddette Magic box: confezioni che contengono una selezione di prodotti e piatti freschi, rimasti invenduti a fine giornata e che non possono essere riproposti il giorno successivo. Presente a Milano, Roma, Bergamo, Torino, Too Good To Go stringe accordi con aziende alimentari, ristoranti, pasticcerie, forni dei quali propone gli assortimenti rimasti a pochi euro. Le Magic Box vengono prenotate e pagate tramite la app e ritirate nella fascia oraria indicata.

Nella fase 2 del lockdown, Too Good To Go ha proposto le Super Magic Box formulate per  supportare la grande distribuzione a smaltire gli stock alimentari rimasti fermi a magazzino a causa dell’emergenza sanitaria. Il progetto mette a disposizione degli interessati confezioni contenenti prodotti misti che arrivano direttamente dai magazzini. Ad aprile, fanno sapere da Too Good To Go,  sono stati salvati 1.149.737 pasti.

BringTheFood è stata voluta  dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento che nel 2012 la ha proposta come applicazione per lo scambio di cibo tra privati. Negli anni si è evoluta sino a diventare un complesso sistema di gestione di recupero alimentare e distribuzione solidale scelta anche dalla ristorazione, dalla piccola e grande distribuzione, dalle organizzazioni di produttori. E nella fase di emergenza da Covid 19 si è ha fatto un ulteriore passo avanti proponendosi come vetrina digitale gratuita per i ristoratori. Nel 2019 ha permesso il recupero di 32,1 tonnellate di cibo nei settori della ristorazione e piccola distribuzione (213.952 porzioni di cibo da 150 gr) più 298.9 dal settore della Dgo (1.992.769 di porzioni).

Last Minute Sotto Casa. E’ una piattaforma che risolve il problema dell’invenduto per i negozi del fresco. Unisce negozianti e consumatori con il comune denominatore della battaglia allo spreco alimentare. I primi riescono vendere a prezzi scontati i prodotti rimasti invenduti in giornata ai clienti interessati che ricevono il cibo in eccedenza ancora fresco.

MyFoody. Lanciata nel 2015, è operativo in diverse regioni italiane. Grazie ad accordi stretti con le insegne della Gdo consente ai consumatori di trovare le offerte dei supermercati più vicini, consentendo un risparmio sino al 50%. I cibi proposti sono quelli prossimi alla scadenza, ma ancora freschi e consumabili in sicurezza, i prodotti con difetti di confezionamento e gli alimenti stagionali che rischiano di essere sprecati.

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