ReFoodGees: domenica 22, a Roma, si replica il pranzo antispreco e solidale

Dopo il successo del 5 febbraio scorso, torna il pranzo antispreco e solidale di ReFoodGees. Non più solo recupero delleA Roma per la seconda volta il pranzo antispreco aperto al pubblico - Riciblog eccedenze nei mercati ma anche iniziative ed eventi che hanno un solo obiettivo: contrastare lo spreco alimentare e, al tempo stesso, sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento. Operativa ormai da nove anni, l’associazione romana, così come Recup a Milano e gli Ecomori a Torino, è cresciuta e, ora, affianca all’attività originaria anche altri progetti. Quello di domenica prossima sarà il secondo pranzo aperto al pubblico dell’associazione fondata e presieduta da Viola De Andrade Piroli. Il primo ‘brunch’ solidale si è svolto, in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare.

Come è andato il pranzo solidale del 5 febbraio scorso

In cucina due mamme nigeriane brave cuoche anche se non professioniste - RiciblogCome è andata la volta scorsa? “E’ andata molto bene – racconta Viola - . Oltre le aspettative.  Anche in termini di affluenza con la partecipazione di ben 150 persone. Un appuntamento importante che per la prima volta ha permesso anche al pubblico di contribuire. Alta la qualità del cibo preparato da due signore nigeriane, Deborah e Comfort (nella foto), mamme casalinghe ed ottime cuoche anche se non professioniste. Mentre l’organizzazione ha coinvolto i nostri volontari coordinati dal volontario Vito. E’ stato un pranzo vegetariano ben bilanciato, con proteine e verdure, a metà strada tra la cucina mediterranea e quella africana. Tra i piatti serviti, solo per citarne alcuni, la Nigerian Pie in versione vegetariana e come dolce il Puff Puff, palline di farina fritte. Per finire, anche una splendida macedonia di frutta fresca. Mentre con il pane recuperato sono state fatte delle ottime bruschette”.

Chi sono i partner del pranzo antispreco

Il cuore pulsante dell’iniziativa è ovviamente rappresentato dai volontari di ReFoodGees. Ma insieme a loro daranno il loro contributo altri soggetti che collaborano con l’associazione romana. Tutti gli ingredienti necessari per la preparazione del pranzo sono recuperati oppure donati dalle aziende che affiancano da tempo l’associazione. Come, ad esempio, il Nuovo Mercato Esquilino, il Car (Centro Agroalimentare Roma), Garbaglia Fruit e Orsero. Il pane arriva invece da Grande Impero, impresa panificatrice nota sia per l’utilizzo di farine selezionate e di alta qualità sia per la lavorazione a lievitazione naturale dei pani prodotti. Come già il 5 febbraio scorso, il pranzo si svolgerà presso l’Osteria di Spin Time Labs, chiusa la domenica, che ospiterà gratuitamente il pranzo antispreco.

L’organizzazione del pranzo antispreco

Il giovedì, i volontari si occupano del recupero delle materie prime. Poi si procede secondo una tabella di marcia precisa. Il venerdì che precede il pranzo gli ingredienti raccolti si scaricano a Spin Time Labs e si portano nei magazzini. Il sabato si puliscono e si mondano le verdure. Le stesse vengono poi tagliate per essere pronte per la domenica quando, dalle 7 del mattino, si cominciare a cucinare, a cuocere e a friggere. Alle 11 i volontari preparano la sala e dalle 12 prende il via il servizio. Ma quanto costa aggiudicarsi un posto a tavola? Poco. Il contributo è infatti di soli 10 euro a persona.

Sono state 150 le persone che hanno partecipato al pranzo del 5 febbraio scorso - Riciblog

Pranzo antispreco, si replica ma con qualche novità

Rispetto alla prima ‘edizione’, quella del 5 febbraio scorso, il menu cambierà, arricchendosi. “La parte proteica sarà sempre garantita dalla presenza dei ceci, ma i piatti saranno più speziati – anticipa Viola a Riciblog -. Ci saranno bruschette al pomodoro oppure farcite con creme vegetariane. E’ previsto inoltre un menu speciale a 5 euro per i bambini. E non mancheranno altre novità“.

Come sono cambiate le attività di ReFoodGees nel corso degli anni

Con il furgoncino acquista per il progetto RecuperiAmo sono state seguite 2500 famiglie in difficoltà - RiciblogReFoodGees opera ormai da 9 anni ma in tutto questo tempo molte cose sono cambiate, con l’ampliamento sia delle attività sia del raggio d’azione. La principale novità, rispetto agli inizi, è che l’associazione, in un primo tempo attiva solo il sabato con ReFoodGees-Roma salvacibo, negli ultimi anni, ha partecipato ad alcuni bandi con l’idea di strutturarsi sempre di più. “Ora – prosegue la fondatrice dell’associazione - riusciamo anche a redistribuire con il progetto RecuperiAmo che si svolge il giovedì. Si tratta di una redistribuzione mirata, rivolta specificatamente ai soggetti più vulnerabili. E gli stessi volontari che il sabato operano gratuitamente, il giovedì vengono anche remunerati con contratti di collaborazione occasionale”. ReFoodGees ha inoltre avviato un progetto con la Regione Lazio, Alimenta la solidarietà, realizzato in collaborazione con Slow Food e con Nonna Roma, altro importante soggetto romano che, con i suoi Empori Solidali, aiuta le famiglie in difficoltà e in stato di povertà alimentare. In questo ambito, ReFoodgees ha acquistato un furgoncino rifornito da Empori Solidali e ha così potuto seguire oltre 2.500 famiglie bisognose.

Non solo antispreco ma anche educazione alimentare e inclusione

“Di recente - conclude Viola - abbiamo partecipato a un altro bando per poter avviare dei laboratori di cucina. E’ questo infatti un aspetto cardine per sensibilizzare le persone. Soprattutto se si pensa che chi è più in difficoltà mangia peggio. Quindi aggiungere alla dieta di queste persone anche il fresco è un elemento innovativo. Il fresco è l’unico alimento spesso non presente nell’alimentazione di chi si trova in situazioni di disagio e che, per forza maggiore, tende a mangiare piatti come la pasta che ‘riempie di più’. Non è facile fare passare questo concetto. Anche ai bambini, ad esempio, si dà più facilmente la merendina confezionata invece della mela o altra frutta. Il risultato è che il bambino si abitua a mangiare cibi non sani perché ultra-processati”. Per questi motivi, nel prossimo progetto, l’associazione si propone di lavorare in particolar modo sull’educazione alimentare, con l’obiettivo di incentivare un’alimentazione più sana. E tutto ciò avverrà all’interno della cucina. Lì, mentre si preparano i piatti, si potranno spiegare ‘sul campo’ tante cose, condividendo informazioni ed esperienze. A partire da come si devono pulire e tagliare gli alimenti. In questo modo sarà possibile fare passare nozioni e insegnamenti in maniera più naturale. L’idea, inclusiva, è di organizzare dei laboratori ai quali possano partecipare mamme che vivono in situazioni disagiate e che, perciò, rappresentano la categoria più vulnerabile. Insomma, la lotta allo spreco alimentare va avanti ma affiancata da altri progetti: per sensibilizzare chi il cibo ce l’ha e lo spreca e per aiutare e includere chi invece è più vulnerabile.

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