L’anti-spreco si impara anche a scuola

L’anti-spreco si impara anche a scuola. E se ad apprenderlo sono i ragazzi di un istituto alberghiero ha ancora più senso. Preparare i futuri chef a svolgere il proprio lavoro in modo responsabile e attento all’impiego delle risorse energetiche e alimentari, è oggi indispensabile.

All’Istituto Alberghiero Aurelio Saffi di Firenze alcune classi hanno intrapreso il progetto “La mia scuola senza spreco”. L’iniziativa, ideata dall’Associazione Le mele di Newton e supportata dallo sportello EcoEquo del Comune di Firenze, è nata per avvicinare gli studenti alle problematiche dello spreco alimentare, per comprenderne valori e comportamenti.

Il progetto anti-spreco in quattro step

Il progetto si sviluppa in quattro step: due incontri teorici in classe, sulle strategie e i metodi per fronteggiare lo spreco del cibo, propedeutici al terzo incontro che si svolge nel laboratorio di cucina, nel quale i ragazzi mettono in pratica quanto appreso. L’ultimo step, ovvero l’evento finale, consiste nella preparazione di una cena da parte degli alunni, che per l’occasione impiegheranno prodotti vicini alla scadenza o rimasti inutilizzati, messi a disposizione dalle catene di grande distribuzione con cui Le Mele di Newton sono in contatto e collaborano.   

“Non è solo un corso di cucina senza spreco -. precisa Giulia Lombardo, presidente dell’Associazione le Mele di Newtonma piuttosto un percorso formativo per dare ai ragazzi gli strumenti necessari a relazionarsi con lo spreco alimentare. Vogliamo gettare un semino affinché, nel corso della loro vita professionale, possano avere comportamenti sostenibili, sia nella scelte delle materie prime, che nella conservazione, che nel rapporto con i clienti”.

L’anti-spreco arricchisce il programma scolastico

Agli incontri previsti dal progetto ‘La mia scuola senza spreco’ hanno partecipato anche alcuni docenti dell’istituto e sono stati preparati per implementare e integrare il programma scolastico delle classi coinvolte. “I ragazzi sono molto più preparati quando si parla di temi ambientali legati allo spreco idrico, all’inquinamento dell’acqua e della terra. Lo sono meno quando si parla di tematiche più specifiche legate al cibo. – spiega Marco Paoletti, docente di tecnica di cucina e pasticceria – Certamente sono molto meno sensibili e attrezzati di quanto non lo fossero le loro nonne, che erano abituate a gestire le risorse in cucina senza buttare via niente. Loro hanno ogni giorno a disposizione un’enorme quantità di merci e prodotti e forse proprio per questo non ne capiscono bene i limiti e la provenienza”.

Con l’intento di sviluppare un legame concreto con l’origine dei prodotti, capirne la stagionalità e la qualità, all’esterno dell’Istituto Alberghiero è nato un orto. Attualmente l’orto è fermo, perché l’insegnante che lo curava è andato in pensione, ma tornerà operativo quanto prima.

E chissà che i semi che verranno piantati nell’orto uniti a quelli gettati da progetti, come quello di cui abbiamo appena parlato, non sviluppino in questi futuri professionisti un’auspicabile coscienza anti-spreco!

N.B.: la foto di copertina è stata scattata durante il concorso Agrichef della Toscana a cui hanno partecipato come ‘aspiranti cuochi’ anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero Saffi di Firenze

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