‘La cucina degli avanzi attraverso le ricette contadine’, piatti e racconti dagli agricoltori toscani in pensione

Questa volta Riciblog non si accontenta di segnalarvi una ricetta, ma vi presenta e vi allega un piccolo e prezioso ‘ricettario degli avanzi’. Un ricettario da leggere per intero, perché oltre a fornire numerose ricette, racconta l’affascinate storia di una cucina parsimoniosa, che recupera scarti e non getta via niente. Contadini, nobili, mendicanti e nonne sono i protagonisti di un’arte culinaria che ha radici profonde nella cultura italiana.

‘La cucina degli avanzi – attraverso le ricette contadine’, così si chiama il ricettario, nasce per volontà dell’ANP (Associazione Nazionale Pensionati) CIA Toscana (Confederazione Italiana Agricoltori). L’idea è forse nata perché i pensionati sono fra i soggetti più toccati dalla recente crisi economica o forse perché i contadini sono da sempre pionieri nel campo del recupero e del riciclo, fatto sta che il progetto è stato così apprezzato che adesso pensano pure di dargli un seguito “Stiamo lavorando alla realizzazione di un nuovo ricettario – racconta Enrico Vacirca, segretario ANP CIA Toscana – questa volta più incentrato sugli scarti veri e propri più che sugli avanzi, ovvero sulle parti inutilizzate di molti ortaggi e di molti di animali”.

Sono 90 i chilogrammi di cibo buttati da ogni toscano in un anno, per un totale di 340 mila tonnellate di alimenti, pari a 3,75 milioni di euro. Con l’equivalente di questo spreco si sfamerebbero 1.500 famiglie per un intero anno. Numeri importanti che hanno spinto i contadini toscani in pensione a muoversi per creare qualcosa di concreto, che fosse spunto per una riflessione responsabile.

«È dall’abbondanza e dalla mancanza di cultura che nasce e si alimenta lo spreco e il poco rispetto per il cibo – commenta Enrico Vacirca – è proprio dagli avanzi, invece, che sono nati i piatti che rappresentano la tradizione culinaria della Toscana”. Con questa ricerca e questa pubblicazione abbiamo voluto contribuire a non sprecare il cibo e rendere tutti un po’ più consapevoli».

Nel ricettario troviamo tre piatti a base di pane raffermo, perché è il simbolo della cucina rurale toscana e il suo riutilizzo è alla base dei piatti più caratteristici e conosciuti: ‘La frittata di pane di casa Luporini’ (pane, uova e erbette), ‘La zuppa alla frantoiana’ (verdure, fagioli e pane) e il classico dei classici ‘La ribollita’ (sempre a base di verdure, fagioli e pane, ma più elaborata e con qualche ingrediente in più). Si passa poi alla ‘Pasta strascicata o Pasta pizza’ (pasta avanzata ripassata in forno con l’aggiunta di salame, mozzarella e uova) e ai ‘Ravioli del giorno prima’ (bollito avanzato, piselli, ricotta uova e parmigiano) e si conclude con ‘Le polpette con gli avanzi di carne’.

Scaricate da qui il ricettario anp_ciatoscana_lacucinadegliavanzi

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