Il Piemonte punta sull’economia circolare. Al via un programma sul valore del cibo

Dalla riduzione di rifiuti alla promozione della simbiosi industriale e al miglioramento delle tecnologie di riciclaggio e, naturalmente, il contrasto alla spreco alimentare lungo tutta la filiera.

La Giunta della Regione Piemonte intende facilitare e promuovere la transizione verso l'economia circolare. Per questo ha approvato nuovi provvedimenti e una dotazione finanziaria di 6 milioni e 150mila di cui beneficeranno i Consorzi di area vasta, i Comuni e Unioni di Comuni, la Città Metropolitana di Torino, le Province piemontesi, le aziende sanitarie locali, gli ospedali e le Università pubbliche.  Obiettivo: favorire l’efficientamento dei sistemi di trattamento dei rifiuti finanziando l’acquisto di tecnologie avanzate per il trattamento della frazione organica (digestori anaerobici, impianti di compostaggio, impianti integrati digestione anaerobico/compostaggio, anche con un focus sul trattamento delle bioplastiche), la preparazione per il riutilizzo e trattamento di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, inclusi i pannelli fotovoltaici, batterie ed accumulatori, il trattamento dei rifiuti ingombranti, dei tessili, delle plastiche e in linea generale di tutte le filiere inerenti alla raccolta differenziata.

«Il Piemonte conferma così il proprio impegno concreto verso la transizione ecologica - ha fatto sapere l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati -. Queste risorse sono fondamentali per dotare la Pubblica amministrazione e gli enti gestori di strumenti innovativi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclo. Investire sull'economia circolare significa non solo ridurre l'impatto ambientale, ma anche creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione nel territorio, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030».

Nelle scuole avanzano di più la verdura, i legumi e il pesce 

Sul contrasto allo spreco di cibo, la Regione si è già mossa da tempo consapevole che l’informazione, l’educazione a un acquisto consapevole e a una corretta conservazione degli alimenti, la diffusione di una cultura del consumo sostenibile possano essere determinanti nel trasferire al consumatore indicazioni per un’abitudine alimentare più sana. Varato nel 2025, il programma Alimenti e salute del Piano Regionale di Prevenzione, ha puntato sulla lotta allo spreco alimentare oltre che sulla promozione di una sana alimentazione.

Non solo. Nello stesso anno è stato realizzato un censimento sulla ristorazione scolastica (rivolto a scuole e Comuni) dal quale è emerso che, per il 95% dei rispondenti, i cibi che avanzano di più sono verdura, legumi e pesce. Alimenti altamente benefici e protettivi che dovrebbero essere promossi di più e sui quali, quindi, lavorare. Faranno la loro parte anche le recenti linee guida regionali sulla ristorazione scolastica: attraverso precise indicazioni per la corretta porzionatura dei piatti serviti ai bambini nelle mense scolastiche, in base alle fasce d’età, promuovono la riduzione degli sprechi alimentari.

Altre iniziative rivolte sono rivolte a target diversi. Per i lavoratori è stato lanciato “Il baracchino perfetto”, strumento di comunicazione con spunti utili per un pasto sano fuori casa e per prevenire lo spreco degli alimenti. 

Un'occasione per non sprecare in 50 ristoranti a Torino, Cuneo e non solo

Ad aprile 2026 ha invece preso avvio  la campagna regionale “Diamo valore al cibo. Una buona occasione per non sprecare”, sempre con l’obiettivo di sensibilizzare contro lo spreco e a favore della sostenibilità alimentare. Protagonisti di questa iniziativa, che è sperimentale, sono i ristoratori  di circa 50 esercizi delle province di Torino e Cuneo. Il ristorante diventa, in questo caso,  un vero e proprio laboratorio culturale, dove il valore del cibo può essere riscoperto e trasmesso.

Ma quali saranno i compiti di chi ha aderito alla campagna? I ristoratori dovranno mettere in pratica una serie di azioni per operare una sorta di moral suasion sui clienti portandoli in una nuova "dimensione". Quella nella quale è importante fare attenzione alle porzioni, evitare sprechi, scegliere prodotti stagionali e via dicendo.

Al ristorante tornano di moda le mezze porzioni 

In quest'ottica, tra le azioni consigliate ci sono:

  • la valorizzazione dei prodotti agroalimentari locali di qualità e la loro evidenziazione nei menù (con l’indicazione della certificazione, l’origine, il produttore ed eventualmente le caratteriste qualitative del prodotto), al fine di rafforzare la trasparenza verso il consumatore e promuovere una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari
  • la realizzazione di piatti con parti vegetali inusuali (ad esempio, fronde delle carote o dei finocchi) o con il cosiddetto “quinto quarto” o con specie ittiche meno pregiate (es. palamita, sgombro), al fine di limitare in cucina lo scarto (e di conseguenza lo spreco), generando nel contempo benefici economici per i ristoratori
  • la proposta di mezze porzioni, menù “à la carte” (anziché menù completi a prezzo fisso), per ridurre lo spreco e promuovere una maggiore consapevolezza del consumatore nel momento della scelta
  • l’offerta di un “green menu”, per la promozione di abitudini più salutari e rispettose dell’ambiente
  • l’attivazione di convenzioni con soggetti terzi per il recupero e la distribuzione delle eventuali eccedenze.

Dulcis in fundo, i ristoranti potranno offrire ai clienti nel caso in cui avanzino del cibo, una food bag - realizzata in 10mila esemplari dalla Regione Piemonte - per portarlo a casa evitando che finisca nella spazzatura del ristorante. 

 

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