Da rifiuti a risorsa: dai vegetali un arcobaleno di colori

Ricavare i colori dalla frutta e dalla verdura per dipingere o per tingere. In una scuola di Milano si è svolto di recente il primo laboratorio targato Recup che insegna ai bambini come non sprecare il cibo e come riutilizzarlo. Il tutto, divertendosi, e magari impiastricciandosi a piacere, mentre si creano piccole opere d’arte, senza il rischio, per giunta, di venire a contatto con sostanze chimiche o nocive.

Ma andiamo con ordine. Uno dei primissimi post di questo blog lo abbiamo dedicato proprio a Recup, l’associazione milanese che recupera dai mercati rionali della città la frutta e la verdura, ancora commestibili ma non più vendibili, per ridistribuirle a chi ne ha bisogno. Durante quell’intervista, Federica Canaparo, volontaria e membro del direttivo, ci aveva anticipato l’intenzione di organizzazione dei laboratori per bambini incentrati sul tema dello spreco alimentare. Obiettivo: favorire una riflessione sull’utilizzo degli scarti dei vegetali che, da rifiuto, possono essere trasformati in risorsa.

Non è passato molto tempo da allora: il primo laboratorio è infatti partito qualche settimana fa e ha coinvolto la scuola elementare Fabbri di viale Zara. Federica, insieme a Ilaria Piccardi, entrambe studentesse all’Accademia di Brera, hanno insegnato ai bambini, possiamo immaginare con grande gioia degli stessi, come ricavare colori simili agli acquerelli dagli scarti della frutta e della verdura. La semplicità del progetto permette di replicarlo anche a casa, attingendo dagli scarti domestici prodotti. Una dimostrazione di come si fa, alla quale hanno potuto assistere anche coloro che le elementari le ha finite da un pezzo, si è svolta poi un paio di settimane fa nel corso di ‘Fa la cosa giusta’, a Fiera Milano City.

A ispirare l’attività di Canaparo e Piccardi il libro di Helena Arendt, Facciamo i colori!, pubblicato da Terre di mezzo Editore, dove si immagina, a ragione, che la natura sia una enorme tavolozza capace di fornirci le tinte più incredibili nelle diverse sfumature. La polpa della rapa frullata con un po’ d’acqua e, quindi, filtrata ci dà, ad esempio, il rosso, dalle foglie di cavolo rosso si ricava invece un bel blu che, a sua volta ‘corretto’ con un po’ d’aceto o con del succo di limone, diventa fucsia, mentre con l’acqua degli spinaci possiamo ottenere il verde, dalle bucce di arancia l’arancione, e così via.

“Anche i barattoli che contenevano i colori e la carta sono stati recuperati – spiegano Federica e Ilaria -. Per dipingere non abbiamo usato pennelli ‘industriali’ ma abbiamo raccolto dei rametti al parco. Ad alcuni sono state create delle punte come pennini, altri sono stati lasciati con la forma naturale. Ci teniamo a far capire ai bambini che esistono più modi per ‘fare’. Crediamo sia importante scardinare alcune idee. Non esiste solo il colore in tubetto comprato al supermercato, come il pennello per dipingere o come i fogli tutti uguali dello stesso formato. è bello sperimentare e adattarsi. E’ stata una bellissima esperienza, i bambini si sono dimostrati interessati e sensibili al tema dello spreco”.

Intanto sono stati avviati nuovi contatti con altre scuole di Milano per proseguire in questa attività didattica e sicuramente ludica per i bambini. C’è da aspettarsi che nei prossimi mesi ne vedremo di tutti i colori.

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