Contrasto allo spreco alimentare: per i giovani è un obiettivo importante. E gli strumenti per sostenerlo si moltiplicano

generazioneZ interessata al consumo consapevoleBuone notizie dal fronte del consumo consapevole e del contrasto allo spreco alimentare. La generazione Z è informata, conosce il concetto di transizione ecologica della filiera alimentare. Di più: "la generazione Z, quando si parla di impatto negativo delle diverse fasi della filiera, mette al primo posto gli sprechi del consumatore (51%), seguiti dal trasporto (47%), dalla lavorazione/trasformazione industriale (44%), e dal packaging (40%)”. Questo scorcio di realtà è recentemente emerso da uno studio che AstraRicerche ha condotto per McDonald’s su cosa la transizione ecologica significhi e rappresenti per i giovani tra i 15 e i 25 anni. Ed è stato presentato durante alcuni incontri intitolati "Dalla produzione al consumo, la sfida dell'agroalimentare di qualità verso la transizione ecologica", organizzati da Fondazione Qualivita e Origin Italia in collaborazione con McDonald’s. Un elevato livello di conoscenza delle certificazioni Dop e Igp (91% dei giovani intervistati) e la buona credibilità del marchio Made in Italy (66%) sono altri dati confortanti emersi. 

Un riscontro positivo da molti punti di vista a un problema che ha dimensioni vastissime. Solo per quanto riguarda la filiera della distribuzione, lo spreco alimentare nel nostro Paese pesa circa 220 mila tonnellate e vale circa tre miliardi di euro. Ancor peggio, il pegno ambientale consiste in 1.700.000 tonnellate di CO2. Il riscontro conferma, tra l’altro, il ruolo positivo delle tante iniziative che, dal mondo pubblico e da quello privato, prendono vita nell’ambito del consumo consapevole e, in particolare, del contrasto alle eccedenze alimentari anche in favore di una più equa distribuzione del cibo tra le persone. Ma quali sono le ultime novità sul fronte del contrasto allo spreco alimentare?

Food policy per la capitale d'Italia

Una notizia di rilievo arriva da Roma che, sulle orme di quanto compiuto da Milano dal 2015, anno di Expo, si prepara ad adottare una sua food policy. Una strategia, cioè che indirizzi il suo sistema alimentare in un’ottica equa e di condivisione. Recependo le indicazioni del Consiglio del Cibo per la Food Policy di Roma - rete di oltre 50 associazioni, reti e soggetti del mondo accademico nata nel 2019 - il Consiglio Comunale ha approvato una delibera che getta le basi per dotare il Comune agricolo più ampio d’Italia di un piano strategico sull’agricoltura e l’alimentazione. Il documento votato indica l’educazione alimentare e ambientale, in particolare sulla lotta allo spreco, elementi fondativi per la promozione della cultura del cibo in tutte le sue dimensioni hai quali è necessario dare nuova centralità nel quadro delle politiche di sviluppo.To be continued. 

hub_di_quartiere_via_borsieri_milanoDue nuovi hub di quartiere per Milano

Intanto a Milano, il Comune ha indetto nuovi bandi per cercare partner con i quali avviare due Hub di quartiere contro lo spreco alimentare che si aggiungano ai due esistenti, al quartiere Isola e a Lambrate, interamente dedicati alla raccolta e smistamento di eccedenze alimentari. Nel 2019 l’Hub di quartiere di via Borsieri ha redistribuito 77 tonnellate di cibo a 3.950 persone, di cui 1.480 minori, con un risparmio di 170-240 tonnellate di emissioni di CO2. Questo centro funziona grazie alla collaborazione di sette insegne della grande distribuzione (LIDL Italia, Esselunga, Carrefour, NaturaSi, Erbert, Coop Lombardia, Il Gigante) con nove punti vendita, e 14 onlus. All’Hub Lambrate sono invece collegate cinque insegne (Esselunga, Il Gigante, Bennet, LIDL Italia, Penny Market) con otto punti vendita, e 11 onlus. Le famiglie raggiunte sono oltre 3.300, in cui vivono 1.630 minori, per circa 15mila pasti equivalenti. I prossimi Hub saranno, uno nel quartiere Gallaratese e l’altro in zona Corvetto. 

magic box di Too good to goGrazie tecnologia!

E sul fronte privato? Come Riciblog ha più volte descritto, le iniziative contro lo spreco del cibo sono numerose, oggi più che mai sostenute dalle nuove risorse tecnologiche. Nota per aver lanciato le ormai famose box, To good to go ha proposto, in occasione della Giornata della lotta allo spreco alimentare, un pacchetto di iniziative per contenere il più possibile gli sprechi alimentari nei prossimi tre anni con iniziative concrete a tutti i livelli della filiera agroalimentare. Iniziative che sono prossime alla partenza grazie a un vero e proprio Patto tra aziende, supermercati e consumatori. Prevede, tra le altre cose, la creazione di un’etichetta consapevole e di un hub, a Milano, per raccogliere le eccedenze delle aziende e dare vita ad una versione magnum delle box oggi diffuse. Le Magic Box: buste anti-spreco contenenti alimenti di varia natura, acquistabili a prezzi scontatissimi tramite la app come già avviene per le box. Attorno a questa iniziativa il team italiano che gestisce la app sul nostro mercato (to good to go è un’idea che viene dalla Danimarca) è riuscito a raccogliere il consenso di alcuni marchi del largo consumo - come Birra Peroni, Carrefour, Cirfood, Danone, Fruttagel, Granarolo, Gruppo Montenegro, Gruppo VéGé, Ikea, Kraft-Heinz, Mare Aperto, Naturasì, Nestlé, Raspini Salumi, Salumi Pasini, Unilever, Wami - oltre a quello della Croce Rossa Italiana cui parte delle risorse raccolte saranno destinate. 

Tra gli ultimi attori comparsi sul fronte della lotta allo spreco di cibo possiamo annoverare anche Babaco Market che a maggio ha compiuto un anno di attività. Operativo dai giorni del dopo lockdown 2020, ha trovato il suo posizionamento proponendo l’e-commerce di frutta e verdura solo italiana. La formula che propone combatte lo spreco che si origina dal campo al mercato, sceglie frutta e verdura non calibrata, non bella, ma buona. E’ attivo a Milano e hinterland, Monza, Brianza, a Busto Arsizio e limitrofi, prossimamente anche a Torino, Bergamo e Brescia, in seguito a Bologna e Reggio Emilia. I suoi risultati: da maggio 2020 a maggio 2021 ha effettuato 20mila consegne a duemila utenti e recuperato 140 tonnellate di frutta e verdura evitando che 350 tonnellate di CO2 venissero immesse nell’atmosfera. 

Fresca di lancio, ecco un’altra app, iThanks. E’ il frutto del lavoro di una startup piemontese che la ha progettata per gli operatori della grande distribuzione. Quali le sue qualità? Permette di controllare più facilmente le scadenze dei prodotti che un punto vendita ha sugli scaffali ottimizzando e automatizzando il processo di controllo. In sostanza, evita che il gestore del negozio si ritrovi con grandi quantità di prodotti scaduti e gli permette di programmare la vendita scontata dei prodotti vicini a scadenza. Non solo: l’app fornisce loro anche dati sui prodotti rimasti invenduti per rivedere le strategie di acquisto. 

 

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