Come gli eventi hanno dichiarato guerra agli sprechi

Vi siete mai chiesti che fine fa il cibo non consumato durante gli eventi, come conferenze, meeting e congressi? Da qualche anno, grazie al progetto italiano Food for Good, tutto quel ben di Dio, è il caso di dirlo, invece che finire nella spazzatura, viene recuperato e poi donato a enti caritatevoli come le case famiglia, le mense per i poveri e i centri per i rifugiati.

Per fare qualche esempio: nel 2016, il Palacongressi di Rimini ha recuperato 7.090 porzioni di piatti pronti, oltre a 845 dessert, quasi 200 chili tra pane, insalata e frutta e 500 tra snack e panini imbottiti. Il tutto è stato donato alla mensa dell’associazione Opera Sant’Antonio di Rimini a sostegno delle famiglie in difficoltà. Per rendere possibile il recupero, le associazioni e le aziende che hanno tenuto lì le loro manifestazioni hanno concordato con gli chef di Summertrade, la società di catering Italian Exhibition Group, proprietaria del Palacongressi, appositi menù che potevano essere consumati nelle 24 ore successive all’evento grazie a un trattamento di conservazione in linea con quanto previsto dalla legge.

Sempre nel 2016, il Palazzo dei Congressi di Riva del Garda, durante i cinque giorni di svolgimento della European Bionergetics Conference, che ha registrato 500 partecipanti, ha recuperato e donato alla mensa dei Frati Cappuccini di Arco 110 chili di primi (circa 550 porzioni), 43 chili di secondi (circa 290 porzioni), 86 chili di contorni, 32 chili di pane e prodotti da forno e 19 chili di altri cibi. Mentre sono state 1.500 le porzioni di cibo non consumato, recuperate dall’agenzia di eventi Sinergie Live Communication dopo la convention Medtronic che, con 750 partecipanti, si è svolta a Milano nel 2015.

Il progetto Food for Good è un’iniziativa di lotta allo spreco alimentare che coniuga solidarietà, rispetto per l’ambiente e risparmio economico, nato tre anni fa da una collaborazione tra Federcongressi&eventi e le Onlus Banco Alimentare ed Equoevento. Federcongressi, attraverso i volontari di Banco Alimentare ed Equoevento, provvede a mettere in contatto le società di catering con le onlus più vicine al luogo dove si svolge l’evento. Queste ultime si occupano rapidamente del recupero delle eccedenze di cibo, con modalità sicure secondo le leggi vigenti in materia.

Al progetto Food for Good aderiscono attualmente una cinquantina di aziende e altre, ci si augura, possano presto farne parte. Come? collegandosi al sito dell’iniziativa, dove è possibile trovare tutte le informazioni del caso e le modalità di adesione. Food for Good è stato inserito nella piattaforma dell’Unione europea tra le migliori pratiche in tema di sprechi alimentari. Un paio di settimane fa, il progetto è stato inoltre presentato al Parlamento europeo nell’ambito della conferenza ‘Meno spreco, più solidarietà – Il Caso Italiano e le Buone Pratiche Nazionali’. L’obiettivo di Food for Good è di coinvolgere il 100% degli organizzatori di eventi. L’Italia, quando vuole, fa scuola.

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