Trasformiamo gli avanzi di pane in pangrattato

Alzi la mano chi non produce avanzi di pane! E’ praticamente impossibile mangiare tutto il pane che acquistiamo: c’è sempre qualche fetta di pane di troppo che si accumula nella nostra dispensa e sarebbe nostro compito riuscire a non gettarla. Buttare il cibo è peccato, ma buttare il pane é sacrilegio.

Non so se sia una prerogativa della mia generazione, ma sono stata educata da mia madre che il cibo è un bene prezioso e il pane lo è ancora di più. Sarà perché mia nonna ogni domenica lo faceva in casa e lo benediceva prima di metterlo in forno, sarà per quella croce che viene spesso incisa ancora oggi sopra le pagnotte poste a lievitare, fatto sta che prima di gettare anche il più piccolo pezzetto di pane mia madre mi obbligava a baciarlo. E posso dire che ho continuato a fare questo gesto a lungo, mentre oggi cerco semplicemente di riciclare il pane in ogni modo.

Per questo sono stata molto felice quando ho chiesto alla mia amica Patrizia, che abita in un bel casale tra le Langhe e il Monferrato, che cosa facesse per non sprecare il cibo e lei senza pensarci su mi ha risposto: “Trasformo ogni avanzo di pane in pangrattato, che poi utilizzo in mille ricette, per impanare le polpette o la cotoletta, oppure per spolverare gli sformati di verdura prima di metterli in forno”.

Sarà pure ‘la scoperta dell’acqua calda’ ma credo sia molto utile,ricordare a tutti che si può compiere questo semplice atto prima di aprire la pattumiera dell’umido e gettarvi dentro del pane. Così appena tornata a casa ho controllato se per caso non avessi qualche buon pezzetto di pane secco e mi sono auto-prodotta immediatamente del pangrattato.

Ricette da Non Buttare | Pane Secco

In fondo basta poco per fare del pangrattato:

riduciamo gli avanzi di pane in piccoli pezzi,

controlliamo che siano raffermi abbastanza da potere finire nel frullatore e se non lo fossero passarli un attimo in forno per tostarli leggermente,

introduciamo i pezzetti di pane nella tazza del mixer e frulliamo,

conserviamo il pangrattato in luogo fresco e asciutto all’interno di un barattolo di vetro, ma se vediamo che il pane è ancora leggermente umido non tappiamolo subito ermeticamente perché potrebbero crearsi delle muffe, ma posiamoci sopra un tovagliolo e lasciamolo così per qualche giorno fino a quando non risulterà ben secco al tatto.

– aggiungiamo una foglia di alloro nel barattolo se vogliamo che il pane si conservi a lungo senza deteriorarsi.

Tuttavia se non vogliamo produrre quantità industriali di pangrattato sarà bene adottare qualche tattica ‘anti-spreco’ per evitare di accumulare troppi avanzi. Primo acquistiamo del pane a levitazione naturale, fatto con buone farine, magari cotto a legna, che si conservi anche per un’intera settimana. Secondo impieghiamo il pane raffermo per fare delle ricette che lo prevedano come ingrediente principale (pappa al pomodoro, minestra di pane, ecc.) oppure semplicemente tostandolo per fare delle colazioni a base di pane burro e marmellata.

Come ultima spiaggia cerchiamo amici o conoscenti che allevino animali da cortile e troviamo il modo di fare recapitare loro il nostro pane ormai secco e inutilizzabile: sono certa che saranno felicissimi di risparmiare e potere dare ai loro animali del buon pane di recupero!

3 Commenti

  • Sara
    Bravissima!
    • Nara Marrucci
      Grazie Sara! :)
      • CommunityAdmin
        E se hai consigli da dare inviali pure sulla nostra rubrica 'Ricicliamo insieme' la trovi in alto su ogni pagina del blog. Lì puoi lasciare qualsiasi consiglio anti-spreco, non solo ricette! ;)

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