Minestra di catalogna (le coste) e stracciatella di uova. Il piatto unico è servito

La cicoria catalogna è una verdura prettamente invernale, ma la sua stagionalità lambisce la primavera, cioè il periodo adatto per consumare alimenti con proprietà detossificanti. Proprio come quelle per le quali è nota la catalogna, il cui sapore lievemente amaro indica un’efficacia sulla secrezione dei succhi gastrici e sulla funzionalità diuretica. Non solo. La catalogna contiene fosforo, calcio e vitamina A.

Prendiamo in considerazione la varietà con lunghe foglie erette (non quella comunemente nota con il nome di puntarelle). Come ingrediente è molto economica: per acquistare una pianta di media grandezza non ci vuole più di un euro. Le ricette in uso portano di solito a utilizzare la parte alta delle foglie (che sono piuttosto lunghe) e a gettare la base. Debitamente tagliate, le foglie possono essere cucinata al vapore per essere consumate con un semplice e salutare condimento di olio, limone e sale oppure ripassate in padella con burro e parmigiana, o anche saltate con aglio e peperoncino (come si fa più spesso al Sud).

Ma si può evitare di gettare via la base tagliata, soprattutto se, tagliando via le foglie si avrà l’accortezza di lasciarle un’estensione di almeno 15 cm. Anche questa, infatti, può dar vita ad un piatto salutare e gustoso: una minestra di catalogna, ovviamente, arricchita con una stracciatella di uovo e formaggio, servita su una fetta di pane (meglio se integrale e di cereali diversi dal frumento) abbrustolito.

Il piatto unico perfetto perché offre quel mix di carboidrati, verdure e proteine oggi  consigliato in termini di alimentazione sana. Ecco quindi come prepararlo.

 

Difficoltà: facile

Tempo di preparazione: 10 minuti per la pulitura delle verdure; 30 per il resto.

Ingredienti per 4 persone:

– un cespo di cicoria catalogna di medie dimensioni

– 3 o 4 uova

– 3 o 4 cucchiai di formaggio grana grattugiato

– uno spicchio d’aglio

– sale, pepe, noce moscata qb

– olio, 2 cucchiai per la passata in padella, qb per completare la pietanza impiattata

– 4 o più fette di pane a seconda delle dimensioni

Attrezzatura necessaria

– una pentola medio-grande

– una padella medio-grande

– un tagliere

– un coltello

– un cucchiaio di legno

– un ramaiolo

– un mestolo

Prima fase: lavare accuratamente la base della catalogna, immergendo in acqua le coste ormai separate tra di loro. Quindi tagliarle per lo spessore di non oltre due cm. Farle bollire in circa 800 cl di acqua con una minima quantità di sale (una punta di cucchiaino).

Seconda fase: quando le coste sono cotte, scolarle e saltarle per qualche minuto (cinque sono sufficienti) in un tegame nel quale si sarà provveduto a scaldare due cucchiai d’olio d’oliva con uno spicchio d’aglio (che può essere lasciato soffriggere più o meno a lungo a seconda dei gusti). Volendo si può aggiungere del peperoncino. Compiuta questa operazione, versare le coste saltate nel brodo vegetale dal quale le avevate prelevate.

Terza fase: rompere le tre (o 4) uova in una ciotola e sbatterle aggiungendo subito dopo il parmigiano, il pepe, la noce moscata. Integrare il composto nella minestra di catalogna, che deve essere su un fornello acceso quasi in fase di ebollizione, e mescolare ripetutamente mentre si rapprende formando la cosiddetta “stracciatella”. Aggiustare di sale e servire in fondine nelle quali si sarà posizionata una fetta di pane tostato (o più). Completare con un  giro d’olio evo.

 

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