La frutta in eccesso diventa marmellata e rende meno amara la vita dei bisognosi

Da cosa nasce cosa ma anche da dono nasce dono. E’ quanto è successo alla onlus varesina Nonsolopane della quale vi raccontiamo la storia. Prima, però, bisogna fare un passo indietro.

Nel 1999 un gruppo di volontari impegnati nella Colletta promossa tutti gli anni dal Banco Alimentare decide di dare vita a una nuova onlus che ripropone localmente e stabilmente durante tutto l’anno l’iniziativa. Come? Attraverso la consegna mensile a famiglie bisognose di pacchi contenenti alimenti, selezionati in base alle caratteristiche del nucleo.

I prodotti da donare arrivano, oltre che dal Banco Alimentare, anche da alcuni esercizi commerciali della zona e da privati che si preoccupano di fare una spesa specifica da destinare alle famiglie disagiate.

Cosa c’entra tutto questo con il dono e con lo spreco alimentare? Tanto. Perché, a un certo punto, un fruttivendolo della città, proprietario di un frutteto in Calabria, ha cominciato a portare all’associazione grandi quantità di agrumi. Talmente in abbondanza da rimanerne ancora dopo aver sistemato i frutti nei pacchi. Che fare dell’eccedenza?

E’ qui che nasce il progetto ‘Dono’. La frutta rimasta viene trasformata in marmellata con la quale riempire vasetti dalla grafica accattivante. I vasetti sono principalmente destinati alle famiglie assistite e vanno a integrare con un prodotto genuino e di qualità il pacco mensile. La parte che resta si può acquistare sul sito dell’iniziativa attraverso offerte libere che contribuiscono a sostenere i costi del laboratorio.

Partito nel 2014, il progetto, allora unico nel suo genere in Europa (e non sappiamo se mai sia stato replicato), è piaciuto alla Fondazione Cariplo e a Ubi Banca che hanno deciso di finanziarlo, mentre il Comune di Varese ha offerto in comodato d’uso uno stabile da ristrutturare che ora ospita il laboratorio che produce le conserve.

Con i fondi del finanziamento sono stati restaurati gli spazi e comprati alcuni macchinari mentre altri sono stati donati da aziende. Altrettanto prezioso è stato inoltre il supporto di privati e di artigiani della zona che hanno lavorato gratis.

Oggi, Nonsolopane onlus assiste circa 700 famiglie, più o meno 2.500 persone, conta su tre dipendenti e sul lavoro di un centinaio di volontari, tra i quali alcuni richiedenti asilo che, finiti i corsi di formazione professionale, hanno aderito con piacere all’iniziativa.

“Si è creato – commenta Nicoletta San Martino, responsabile del progetto Dono – un meccanismo virtuoso che permette di aiutare le famiglie bisogne, di recuperare la frutta altrimenti da buttare e di creare rapporti umani con i volontari e con i richiedenti asilo che, in questo modo, si sentono utili e felici di far parte di un progetto”.

Intanto, le quantitàdi frutta da trasformare sono cresciute. Il Comune di Varese ha infatti offerto alla onlus un frutteto in stato di abbandono, dove oggi, grazie ai volontari, vengono coltivati fichi e pere, mentre con il progetto ‘Hobby farmer’ vengono donati alla onlus anche i prodotti di chi ha i frutteti ma non raccoglie. Altra frutta viene reperita poi attraverso l’iniziativa ‘Frutta in sospeso’ che permette di contribuire con pochi centesimi.

Nel 2017 sono stati prodotti qualcosa come 18mila barattoli di marmellata, di formato piccolo, medio e grande. Circa 10mila, 
quelli di formato più grande, sono destinati alle famiglie, gli altri 8mila si possono appunto ordinare sul sito a fronte di un’offerta libera. Un’idea da regalare. Dono, come si diceva all’inizio, porta dono.

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