Nasce il Donometro contro lo spreco negli esercizi Horeca

Per contrastare lo spreco alimentare nasce un nuovo strumento: il Donometro. La novità è stata presentata qualche giorno fa al Sigep World di Rimini, il salone di riferimento per il settore del Foodservice. Il progetto è promosso dalla Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, spin off dell'Università di Bologna e ha l’obiettivo di mettere in rete le organizzazioni del Terzo Settore con i pubblici esercizi. Cioè: bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie che, attraverso Donometro, possono così donare anche le piccole eccedenze alimentari prodotte quotidianamente. Ed è questa la novità dell’iniziativa: andare a colmare un vuoto nel meccanismo di recupero dei cibi. Perché, sinora, nonostante la buona legge in vigore dal 2016, il segmento dei locali era rimasto fuori da progetti analoghi ma più adeguati a realtà di dimensioni più importanti. La nuova piattaforma permette di superare facilmente gli ostacoli di carattere burocratico e organizzativo che spesso disincentivano gli esercenti dal regalare i surplus alimentari. Mentre, dall’altro lato, Donometro può rendere più agevole la raccolta degli alimenti da parte degli enti benefici. Il Donometro ha debuttato al Sigep World di Rimini - Riciblog

Come funziona il Donometro

La piattaforma mette in collegamento diretto gli enti benefici, che raccolgono e redistribuiscono le eccedenze alimentari, con i pubblici esercizi del canale Horeca (Hotellerie, Restaurant, Café), dando così vita a un circolo virtuoso. Gli esercenti possono caricare sulla app anche piccole quantità di cibo rendendole disponibili per la raccolta. Le associazioni solidali, dal canto loro, possono individuare rapidamente gli alimenti donati e organizzare la relativa raccolta e redistribuzione. Insomma, un iter facile da gestire anche per chi, sinora, avrebbe voluto donare ma non l’ha fatto a causa delle complicazioni che queste iniziative possono portare con sé. E’ importante anche sottolineare che le eccedenze di questi esercizi consistono principalmente in cibi freschi e deperibili e, perciò, a maggior rischio di spreco. Con il Donometro bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie possono donare anche piccole quantità di cibo - Riciblog Attraverso questo progetto si combatte lo spreco e, al tempo stesso, cibi ancora commestibili vanno ad alleviare il disagio delle persone che si trovano in stato di povertà alimentare. Ma non solo. Grazie al Donometro, è possibile monitorare gli alimenti raccolti e calcolare lo spreco e le risorse risparmiati.

La presentazione di Donometro al Sigep

Alla presentazione del progetto hanno partecipato alcuni protagonisti del settore. A partire da Carlotta Fabbri, rappresentante di Fabbri 1905, storica azienda bolognese che ha promosso e sostenuto l’iniziativa. Luciano Sbraga, vicedirettore Generale di FIPE-Confcommercio – Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha posto l’accento sull’importanza del Donometro come strumento che risponde in modo concreto alle esigenze di chi vorrebbe donare ma non l’ha mai fatto a causa degli ostacoli organizzativi sinora incontrati. E, soprattutto, ha sottolineato come la donazione delle piccole quantità di cibo possa diventare “una pratica ordinaria e non più un’eccezione”. Presente anche Andrea Segrè, pioniere della lotta allo spreco alimentare, nonché Direttore dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher e fondatore della Campagna Spreco Zero. Ed è proprio nell’ambito della Campagna che si inserisce la piattaforma Donometro e che segue il progetto Sprecometro di cui è la naturale evoluzione. Infatti, se il secondo, aiuta a combattere lo spreco tra le mura domestiche, Donometro interviene in un segmento sinora inesplorato ma dalle tante potenzialità sociali. Il tutto, sempre in linea con i principi della Campagna Spreco Zero e con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Il Donometro fa parte della Campagna Spreco Zero - Riciblog

La povertà e lo spreco alimentare in Italia

La piattaforma Donometro, grazie al cibo recuperato dai pubblici esercizi del canale Horeca, contribuirà a migliorare le condizioni delle persone che vivono in uno stato di povertà alimentare. Secondo un rapporto di ActionAid, nel nostro Paese, le persone che vivono in una condizione di povertà alimentare sono circa 6 milioni. A farne le spese sono soprattutto i disoccupati (28,3%), gli stranieri (23,1%) e le persone inabili al lavoro (22,3%). Colpiti dal fenomeno anche i giovani tra i 19 e i 35 anni (12,3%) e gli adulti tra i 50 e i 64 anni di età (12,7%). In questo contesto, l’Italia resta uno dei Paesi che in Europa spreca di più. Secondo le più recenti rilevazioni dell’Osservatorio Waste Watcher International, gli italiani sprecano in media, e in una settimana, 555,8 grammi di cibo pro-capite. Seguono la Germania (512,9 gr), la Francia (459,9 gr), la Spagna (446,5 gr) e i Paesi Bassi (469,5 gr).

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